Il museo del Risorgimento di Milano

Il museo del Risorgimento di Milano

Racconta la storia dell’Italia del primo Ottocento, nel cuore del centro storico di Milano.

Il Museo del Risorgimento di Milano ha la sua sede a Palazzo Moriggia, in via Borgonuovo, conosciuta anche come la contrada dei nobili per la presenza di molte importanti dimore settecentesche.

Progettato nel 1775 da Giuseppe Piermarini su incarico del marchese Giovanni Battista Moriggia, il Palazzo fu sede in epoca napoleonica del Ministero degli Esteri e in seguito del Ministero della Guerra.

Divenne poi la residenza della famiglia De Marchi, che successivamente lo donò al Comune di Milano per destinarlo a polo culturale e museale.

Il Museo del Risorgimento fu ideato nel 1884, quando una speciale commissione costituita dal Sindaco di Milano, Gaetano Negri, ebbe il compito di raccogliere testimonianze dell’epopea risorgimentale donate dai cittadini.

Documenti e cimeli vennero esposti al primo padiglione del Risorgimento Italiano, inaugurato dal Re Umberto I e dalla Regina Margherita, in occasione dell’Esposizione Generale di Torino e, al loro rientro in città, i materiali selezionati furono organizzati in un primo allestimento museale nel Salone dei Giardini Pubblici, inaugurato il 14 giugno 1885.

Trasferito nel 1896 nei locali della Rocchetta del Castello Sforzesco, il museo, con più di 5000 opere e cimeli, divenne un vero e proprio istituto scientifico attivo nella ricerca e nello studio della Storia nazionale, grazie alla formazione della Biblioteca e dell’Archivio.

Vennero acquisite le carte di Carlo Cattaneo e quelle di Agostino Bertani, nuclei  dell’archivio, arricchito nel 1925 dall’Archivio della Guerra, uno dei più ampi fondi relativi alla Prima Guerra Mondiale.

Un significativo apporto alle collezioni avvenne nel 1922, quando la biblioteca, che contava 25.000 volumi, ricevette la donazione del fondo Achille Bertarelli, costituito da 40.000 unità librarie, da opuscoli, giornali e da numerose stampe.

Inoltre, nel 1923, in seguito al trattato di pace di St. Germain, giunsero le insegne con cui Napoleone Bonaparte era stato incoronato Re d’Italia e, nel 1935, lo stendardo della Legione Lombarda dei Cacciatori a cavallo, primo tricolore italiano, venne offerto dal senatore Borletti a Mussolini, che lo destinò al museo.

L’ultimo deposito fu quello relativo alle grandi tele dedicate alle battaglie del 1859, provenienti da Palazzo Reale a Milano, acquistate da casa Savoia per una scenografica Galleria delle Battaglie e oggi interamente esposte nelle sale centrali del museo.

A causa dei bombardamenti dell’agosto del 1943 andarono completamente perse le carte di Emilio ed Enrico Dandolo sulla Prima Guerra d’Indipendenza e molti altri preziosi fondi di politici, patrioti e combattenti e, nel 1951, si decise il trasferimento delle collezioni a Palazzo Moriggia.

Con gli anni le Civiche Raccolte Storiche hanno acquisito numerose incisioni e stampe, che hanno avuto un fondamentale ruolo nella costruzione del mito del Risorgimento all’indomani degli eventi bellici, contribuendo alla formazione di un’idea di unità nazionale non solo geografica ma anche culturale.

Oggi il museo, riallestito nella primavera del 2009, conserva alcune delle opere più significative del Risorgimento italiano, documentando in modo esemplare, attraverso dipinti, sculture e cimeli, da un lato i principali avvenimenti che condussero all’unità d’Italia, dall’altro i più espressivi esponenti della pittura storica italiana ottocentesca.

Il percorso espositivo, articolato in quattordici sale, racconta le vicende italiane, dalle prime tensioni indipendentiste sino all’unificazione del Paese e alla proclamazione di Roma capitale, ma documenta anche l’evoluzione della pittura romantica lombarda dagli anni Quaranta del XIX secolo fino al compimento dell’Unità d’Italia, come una serie di sculture, per lo più busti raffiguranti personalità storiche, letterati e politici.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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