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Per la prima volta in Italia, a Palazzo Reale di Milano fino al 26 giugno è da non perdere l’esposizione monografica che ripercorre la produzione artistica del grande pittore spagnolo Joaquín Sorolla y Bastida (Valencia 1863-Cercedilla 1923).

Poco noto al pubblico italiano, Sorolla fu uno dei massimi rappresentanti della moderna pittura iberica a cavallo tra Ottocento e Novecento, aprendola al clima della Belle Époque, con una fama che travalicò ben presto i confini nazionali, partecipando e ottenendo prestigiosissimi premi alle grandi manifestazioni internazionali.

Fu l’ambìto Grand Prix, ottenuto alla nota Esposizione Universale di Parigi nel 1900, a lanciare la sua pittura di luce e colore definitivamente sulla scena internazionale e a Londra nel 1908 fu acclamato come il più grande pittore vivente al mondo.

La sua straordinaria storia si incrociò spesso con l’Italia, a partire da un primissimo soggiorno romano vinto grazie a una borsa di studio nel 1885, stabilendosi per un periodo nella splendida Assisi, ma soprattutto tornò spesso nella penisola, partecipando assiduamente alle Biennali di Venezia, sin dalla sua prima edizione nel 1895, e all’Esposizione Internazionale di Roma nel 1911.

Questa personale si presenta come un’occasione per riannodare i fili tra il grande maestro di luce e l’Italia de per far conoscere all’ampio pubblico la sua straordinaria arte attraverso alcuni dei capolavori più significativi della sua produzione pittorica.

Joaquín Sorolla pittore di luce racconta, in circa sessanta opere, la straordinaria evoluzione artistica di questo pittore, oltre all’intenso legame con la sua famiglia, che fu il suo soggetto prediletto.

In molte delle sue splendide tele, Sorolla raccontò l’amore Clotilde, moglie, musa e compagna di vita, e per i tre figli, María, Joaquín ed Elena, sempre verso la verit dell’immagine da riportare sulla tela, la quale può essere generata solo da una reale partecipazione e un’intensa emozione.

Quella di Sorolla fu un’esperienza artistica magnifica, fatta di gioie e di sofferenze, di soddisfazioni e di ricerca, dove lo studio della luce, rigorosamente dal vero ed en plein air, anche per i soggetti più impegnativi e di grande formato, divenne la via maestra del rinnovamento pittorico verso un linguaggio raffinato, spontaneo e immediato.

Nella nobile cornice degli ambienti al primo piano di Palazzo Reale, la mostra ripercorre la carriera di Joaquín, dagli esordi negli anni Ottanta dell’Ottocento nella natia Valencia fino alla morte, sopraggiunta nel 1923 a seguito di un’emorragia cerebrale che tre anni prima lo aveva allontanato definitivamente dalla pittura.

Gli splendidi esempi della sua ricerca artistica sono divisi in sezioni tematiche, lo sguardo sulla realtà, i ritratti, i giardini e i riflessi di luce, il mare, i tipos e gli studi classici, per un ritratto esaustivo, umano e artistico del pittore.

Il progetto ha la collaborazione di prestigiose istituzioni museali pubbliche e private come il Museo de Bellas Artes di Valencia, l’Hispanic Society di New York, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, i Civici Musei di Udine, Musei di Nervi Raccolte Frugone, e il Patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Consolato Generale spagnolo a Milano e dell’Ente del Turismo spagnolo.