Non tutti sanno che la mamma di Heidi, la scrittrice svizzera Johanna Spyri, ritenesse Suna, sul lago Maggiore, il suo luogo del cuore.
Era solita tornarci sul finire dell’autunno, immersa nel paesaggio in cui il lago trova le montagne tanto care ai suoi racconti.
La scrittrice di Zurigo che nell’Ottocento ideò la bimba più famosa della letteratura per ragazzi non solo frequentò il Lago Maggiore, ma l’ha immortalato in alcuni dei suoi romanzi dove si riconoscono facilmente Cavandone, Suna, Intra, Pallanza e il Mottarone.
Più e più volte, nel corso degli anni ha soggiornato sul Lago Maggiore, trovando ospitalità a Suna, oggi parte di Verbania, un luogo che rimarrà quello del cuore per la scrittrice svizzera.
E proprio qui aveva trovato conforto ed ispirazione nei momenti difficili, riportando non solo le montagne svizzere, ma anche i paesaggi del Verbano nelle sue opere. Spyri e famiglia arrivavano in treno da Zurigo, con partenza alle 9:10 e, dopo aver cambiato treno a Bellinzona, arrivavano a Pallanza (ora frazione anche di Verbania) alle 19:05, per un viaggio che oggi si compie in poco più di tre ore.
Spyri vi soggiornò sempre a Villa Camenisch a Suna, presso la casa Ursolina Camenisch, con cui l’autrice condivise per lungo tempo una profonda amicizia. Nel racconto “Die Elfe von Intra”, pubblicato nel 1888, la protagonista porta inconfondibilmente i tratti e i lineamenti della disponibile Camenisch.
La germanista e autrice Regine Schindler (1935 – 2013) ha scoperto questi e molti altri dettagli sui soggiorni della grande dame della letteratura svizzera, sul Lago Maggiore. Per decenni Schindler si è immerso nella vita della scrittrice, ha studiato lettere sconosciute del suo patrimonio. L’autrice di Heidi è stata più volte in vacanza a Suna con il figlio Bernhard.
In una lettera del 1883 racconta di un ultimo soggiorno di convalescenza con il giovane, già gravemente malato, effettuato nel tardo autunno. Nonostante le difficoltà, il medico di famiglia aveva incoraggiato il viaggio e consigliato un soggiorno in Riviera Ligure. Ma il figlio chiese di recarsi in luoghi più familiari come quelli del Lago Maggiore invece che sulla Riviera.
Nel tardo autunno del 1883, madre e figlio tornarono a Suna per alcune settimane. Bernhard Spyri morì nel maggio dell’anno successivo, all’età di soli 29 anni. Sarebbe stato fin troppo comprensibile che sua madre da quel momento in poi avrebbe evitato il luogo di villeggiatura sul Lago Maggiore a causa di ricordi dolorosi.
Ma fu il contrario. Spyri, che aveva perso anche il marito pochi mesi dopo la morte del figlio, si recò spesso sul Lago Maggiore. Nel 1886, 1892, 1893, 1894 e 1896 trascorse sempre alcune settimane a Suna.
Qui si sentiva “come nel seno di Abramo”, scrisse a sua nipote nel 1892. Questo posto è così tranquillo, così bello e adorabile. La scrittrice trascorreva le sue giornate al lago facendo lunghe passeggiate, spesso tra Suna, Intra e Pallanza, parlandone nelle sue lettere ad amici e familiari.
Nel suggestivo paesaggio dell’entroterra del lago cresce anche “Dori”, l’eroina di una raccolta di racconti per ragazze pubblicata nel 1887. I pendii castagneti del Monte Rosso, le cime innevate delle Alpi, la Val Grande, il sentiero appartato dal paese di Cavandone a Suna, questo è il mondo di “Dori'”. La giovane eroina di Spyri gode di paesaggi dorati dal sole mattutino e dall’azzurro intenso del cielo e del mare. Racconti che ebbe grande eco nel mercato svizzero e tedesco, e che ebbero il merito di aver introdotto ulteriormente a un pubblico internazionale, la bellezza del Lago Maggiore.
Le guide di viaggio dell’epoca, come la guida turistica di Tschudi del 1892 o quella di Baedeker del 1893, lodano i luoghi sulle sue sponde per il loro clima mite, consigliando persino la pensione di Ursolina Camenisch.
Quarta di sei figli, Johanna Heusser nacque il 12 giugno 1827 a Hirzel, nella campagna zurighese. Suo padre era un medico chirurgo che si occupava anche di malati mentali, mentre la madre, fervente religiosa, aveva un certo talento per la scrittura, la sua Cronaca familiare fu una preziosa fonte d’informazioni sui primi anni della vita della figlia.
Dopo la scuola dell’obbligo, Johanna passò due anni a Zurigo, prendendo lezioni di piano e di lingue, e quindi un anno in collegio a Yverdon per imparare il francese.
Al ritorno in famiglia, si occupò dell’educazione delle due sorelle più giovani, cercando di sbarazzarsi della visione bigotta del mondo trasmessale dalla madre.
In questo periodo passò le estati nelle montagne intorno a Coira, principale centro del Canton Grigioni, dove ambientò la storia di Heidi.
Nel 1852 Johanna sposò l’avvocato Johann Bernhard Spyri, che nel 1868 divenne il segretario comunale di Zurigo. Dall’unione nel 1855 nacque un unico figlio, dopo il parto attraversò una fase depressiva, che durò per alcuni anni, dalla quale riuscì a riprendersi a fatica grazie ad una fede ritrovata.
In seguito ebbe una vita sociale molto attiva e partecipò fin dal suo arrivo a Zurigo alle serate letterarie organizzate dalla madre dello scrittore Conrad Ferdinand Meyer, con il quale ebbe una fitta corrispondenza. Johanna ebbe buoni contatti anche con l’autore Gottfried Keller e con il compositore tedesco Richard Wagner, la cui carriera a Zurigo fu molto legata all’interessamento del marito.
Nel 1871, all’età di 44 anni, pubblicò sotto pseudonimo il suo primo racconto per il giornale di un pastore amico della madre e nel 1878 scrisse il suo primo racconto per bambini.
La storia di Heidi, pubblicata in due raccolte nel 1880 e nel 1881, fu la prima opera pubblicata sotto il vero nome dell’autrice ed ebbe un enorme successo immediato, accendendo l’entusiasmo di Conrad Ferdinand Meyer.
In tutto la Spyri pubblicò 48 romanzi, tra racconti per la maggior parte accolti molto favorevolmente dal pubblico e dalla critica.
Prima di morire, il 7 luglio 1901, la scrittrice bruciò quasi tutti gli scritti e i documenti a carattere personale e la sua biografia si basa oggi in gran parte sugli scritti della madre e degli uomini della cultura svizzera che l’hanno conosciuta.
