Trasporti e navigazione

Nel Museo dell’Isola Bella è conservata una piroga preistorica ritrovata nei pressi di Ispra nell’800, a testimonianza della lunga ininterrotta storia della navigazione locale, proseguita poi nei secoli più recenti con il trasporto dei blocchi lapidei e la fluitazione dei legnami.

La navigazione di linea sul lago ha origini molto antiche: già nel 1825 si costituì l'”Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese” per la navigazione sulle sue acque e nel 1826 il primo piroscafo, il Verbano, già solcava le acque del lago. Nel 1853 cominciò il servizio anche una seconda società, il “Lloyd Austriaco”, con il piroscafo Taxis.

L'”Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese” fallì nel 1853 e vendette i piroscafi al governo del Regno di Sardegna. Durante la seconda guerra di indipendenza (1859) i piroscafi vennero armati e vi furono anche scontri (l’austriaco Radetzky venne seriamente danneggiato dalle popolazioni insorte) e infine trovarono riparo nelle acque neutrali svizzere.

Il “Lloyd Austriaco”, fallito, vendette i suoi tre bastimenti al governo svizzero che li cedette al governo sardo.

Nel 1867 la proprietà dei battelli passò alla neonata impresa “Innocente Mangili” di Milano, che a partire dal 1876 fino al 1909, nel corso della Belle Époque, mise in servizio ben otto grandi battelli salone a ruote e, fino al 1914, cinque a elica. Nel 1896 la Regia Guardia di Finanza stanziò una flottiglia di piccole torpediniere a Cannobio; quello stesso anno una di esse, la Locusta, affondò in una tempesta con tutto l’equipaggio.

Durante la prima guerra mondiale la società Mangili fallì e i battelli vennero gestiti dal governo con risultati disastrosi; nel 1923 passarono infine alla “Società Subalpina Imprese Ferroviarie”, che attuò un drastico rinnovo della flotta: vennero demoliti tutti i piroscafi maggiori tranne sei (tre a ruote e tre a elica), altri due vennero riattrezzati con motore diesel e vennero costruite dieci nuove motonavi; nel 1929 cominciò il servizio di trasporto autoveicoli con il traghetto San Cristoforo, ottenuto dalla trasformazione di un barcone, e quattro anni più tardi entrò in servizio un secondo San Cristoforo, la prima vera nave traghetto dei laghi italiani.

Nel 1938 le Ferrovie Regionali Ticinesi aprirono il servizio sul bacino svizzero.

La seconda guerra mondiale portò lutti e danni: gli attacchi aerei alleati affondarono, tra il 25 settembre e il 26 settembre 1944, i piroscafi GenovaMilano e Torino. Nei primi due casi ci furono rispettivamente 34 e 26 morti. In altri attacchi furono danneggiate le motonavi Monfalcone e Magnolia. Il 16 aprile 1948[7] la gestione delle imbarcazioni passò alla Gestione commissariale governativa, che costruì diverse nuove navi (il primo aliscafo prese servizio nel 1953); nel 1956 acquistò la flottiglia svizzera.

Motonave traghetto Sempione (in servizio dal 1976), aprile 2016

Attualmente la flotta passeggeri della Navigazione Lago Maggiore, la più grande dei laghi italiani, si compone di oltre trenta unità tra piroscafi, motonavi, traghetti, catamarani, aliscafi e motoscafi. Tuttora la flotta continua ad ampliarsi, infatti si aspettano una motonave da 350 passeggeri, e un traghetto che sostituirà l’ormai demolito San Gottardo. Sopravvivono ancora oggi quattro battelli storici:

  • Il piroscafo salone a ruote Piemonte, costruito nel 1904 con il nome di Regina Madre e ribattezzato nel 1943, rimodernato nel 1961-1965 e tuttora in servizio (seppur la NLM lo utilizzi esclusivamente per noleggi);
  • Il piroscafo salone a ruote Lombardia, costruito nel 1908 e messo in disarmo nel 1958, ancorato dal 1969 come bar-ristorante ad Arona e relativamente in buono stato di conservazione (le strutture originali, in parte nascoste da altre fittizie, sono intatte);
  • La motonave a elica Torino, costruita nel 1913 come piroscafo mezzo salone a elica, affondata nel 1944, recuperata e ricostruita come motonave nel 1945 e rimodernata nel 1969. Ha perso praticamente del tutto l’aspetto del piroscafo, assumendo il profilo delle motonavi anni cinquanta;
  • La motonave a elica Azalea (gemella della Fior d’Arancio), costruita nel 1924, rimodernata negli anni settanta, successivamente posta fuori servizio, venduta e usata come sede da una società di noleggio imbarcazioni presso Suna (Verbania), in buono stato.

Piroscafi a ruote

  • Verbano (I) (1826-1842)
  • San Carlo (1842-1870)
  • Verbano (II) (1844-?)[8]
  • Verbano (III) (1845?)[9]
  • Taxis (1853-1950)[10]
  • Benedek (1853-1896)[11]
  • Radetzky (1853)[12]
  • San Gottardo (1855-1918)[13]
  • San Bernardino (1855-?)[14]
  • Lucmagno (1855-1914)[15]
  • Verbano (IV) (1876-1918)
  • Eridano (1883-?)[16]
  • Italia (1888-?)[16]
  • Elvezia (1890-?)[16]
  • Sempione (1896-1933)
  • Francia (1903-?)[17]
  • Regina Madre (1904)[18]
  • Lombardia (1908)[19]

Motonavi

  • Dovia (1923-?)[20]
  • Racconigi (1923-?)[21]
  • Airolo (1923-?)
  • Monfalcone (1923-?)
  • Legnano (1923-?)
  • Fior d’Arancio (1923-2014)[22]
  • Camelia (1923-?)[23]
  • Azalea (1923)[24]
  • Magnolia (1923-?)[23]
  • Mimosa (1925-?)
  • Fortuna (1938-2006)
  • Delfino (1950)
  • Milano (1952)
  • Genova (1952)[25]
  • Roma (1957)[26]
  • Venezia (1962)[27]
  • Italia (1965)
  • Helvetia (1965)
  • Alpino (1972)
  • Cerbiatto (1973)
  • Camoscio (1973)
  • Stambecco (1973)
  • Capriolo (1974)
  • Daino (1974)
  • Airone (2007)[28]
  • Cicogna (2008)[29]
  • Antares (2009)[30]
  • “Albatros” (2011)
  • “Pellicano” (2011)
  • “Zeda” (2015)[31]

Piroscafi a elica

  • Paleocapa (1869-1929)[32]
  • Como (1908-?)
  • Novara (1908-?)
  • Milano (1912-1944)[33]
  • Torino (1913)[34]
  • Genova (1914-1944)[33]

Motoscafi

  • Traviata (1928-?)
  • Rana
  • Gabbiano (I)
  • Ibis (1950-?)
  • Albatro (1950-?)
  • Cigno (I) (1950-?)
  • Gabbiano (II) (1950)
  • Rondine (1950)
  • San Giulio (1950)
  • Cigno (II) (1963)
  • San Biagio (1961-2007)
  • Gabbiano (III) (1961-?)
  • Isole di Brissago

Traghetti

  • San Cristoforo (I) (1890-1933?)
  • San Cristoforo (II) (1933-1999)
  • San Carlo (1952)
  • San Gottardo (1957-2008)
  • San Bernardino (1962)
  • San Cristoforo (1965)
  • Sempione (1976)
  • Verbania (1986)
  • Ticino (1996)
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