Le magiche gondole di Venezia

Le magiche gondole di Venezia

La gondola, la lunga imbarcazione che si muove tra i canali di Venezia, è uno dei simboli della città lagunare, famosa in tutto il mondo.

Agli albori della città gli spostamenti da isola in isola avvenivano su imbarcazioni che, per necessità, avevano un fondo piatto per avere minor pescaggio, per navigare anche su fondali molto bassi, senza arenarsi.

Inoltre il conducente doveva essere in avanti per evitare di andare a sbattere su tronchi galleggianti o sulle rive emerse delle Barene, per questo gli abitanti avevano una tecnica di remata particolare con due remi, definita alla valesana.

La gondola, con il passar del tempo, divenne l’imbarcazione più comoda per il trasporto passeggeri in laguna e sulla parte centrale, durante la stagione fredda, era coperta con una particolare cabina, il felze, che permetteva l’isolamento dal freddo e dal gondoliere, dotata di finestrini a vetri e una porta anteriore.

Il felze era coperto da un panno chiamato rassa, nome derivato dal turco rascia, prodotto nelle vicinanze di San Marco nella calle che ancora oggi è nota come la Calle delle Rasse.

Nei secoli di maggior splendore delle casate veneziane, nel XVI e XVII secolo, le gondole a Venezia erano più di 10,000 e i nobili le decoravano con ori, stucchi e colori vivaci, al punto che il Senato della Repubblica dovette intervenire, imponendo il colore nero per tutte le gondole con decreto del 8 ottobre 1562.

Le gondole erano costruite in cantieri sparsi in tutta la città, gli squeri, dove c’era una rampa che usciva dall’acqua, per varare facilmente o portare all’asciutto l’imbarcazione nel momento in cui  i legni, che non erano più saldati tra loro, cominciavano a far filtrare acqua all’interno della barca.

Il più famoso, attualmente ancora in funzione, è lo Squero di San Trovaso, oltre allo Squero di D.co Tramontin, conosciuto per le sue stupende gondole.

Per costruire una gondola è necessario l’uso del rovere, per la sua durezza, nella costruzione dei fianchi, i più soggetti ai colpi con altre barche o sulle rive, l’abete per il fondo perchè aiuta la scorrevolezza dell’imbarcazione, il ciliegio per i trasti perché è resistente alle sollecitazioni del peso, il larice per la resistenza all’acqua; il tiglio per la costruzione della posizione del gondoliere a poppa, il noce per la duttilità nella costruzione delle cornici, l’olmo per le costole della struttura e il mogano che rende omogenea la struttura.

Una volta terminata la costruzione dello scafo, la gondola viene decorata e ogni gondoliere ha la possibilità di addobbarla con particolari abbellimenti e accessori.

Alcune gondole hanno lo specchio di poppa intagliato o dipinto in base alle esigenze del gondoliere, ma tutte hanno gli ottoni sia a fianco delle poltroncine sia sul faral, le poltrone sono di stoffe preziose e i cuscini che le coprono sono morbidi e colorati.

Come simbolo della città la gondola è adoperata per tutte le manifestazioni che debbono mettere in risalto la storicità dell’evento, infatti durante la Regata Storica le gondole aprono il corteo con le cariche più importanti, civili ed ecclesiastiche, gli ambasciatori e i principi di altri stati, ma il loro uso è anche il sogno di ogni sposa veneziana, che con il lungo velo bianco, i gondolieri vestiti da parada, le poltroncine dorate e lo sposo a fianco, percorrono il Canal Grande sapendo che gli occhi dei cittadini e dei turisti sono rivolti verso di loro.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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