“Anche in un frammento di Briseide e in una conchiglia dell’Euripo.
È quel che intendo. Deve avere avuto una fame selvaggia di bonaccia agosto
Per volere il meltèmi; così da lasciare un po’ di sale nelle ciglia
E nel cielo un blu il cui nome benaugurante sentirai tra molti altri
Ma nel profondo è il blu di Iulita
Quasi preceduto dal passaggio del respiro di un bimbo
Se tanto nitide si stagliano le montagne di fronte
E una voce di antica colomba fende l’onda e si perde”
(Nel blu di Iulita, Odysseas Elytīs)
Un Nobel che per tutta la vita raccontò i colori della Grecia nelle sue poesie..
Nato a Candia il 2 novembre 1911 Odysseas Elytīs s’iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Atene, ma poco dopo abbandonò gli studi per dedicarsi alla sua vera passione, la poesia.
Iniziò a scrivere poesie nel 1935, vivendo ad Atene, e anche se partecipava alle polemiche per lo svecchiamento della cultura, del linguaggio del surrealismo adottò solo quanto permetteva al suo mondo lirico di esprimersi liberamente, in un linguaggio immediato ed essenziale, per vedere il mondo di luce dell’uomo, come in Orientamenti del 1940 e Sole il primo del 1943.
Nella sua opera non mancarono anche temi drammatici, come in Canto eroico e funebre per il sottotenente caduto in Albania del 1945, e maturò nuove esperienze che confluirono nel grandioso Il Dignum est del 1960, dove brani d’intenso lirismo si alternano a rievocazioni della recente storia greca, secondo uno schema modellato dalla liturgia bizantina.
Fra le altre sue opere sono da ricordare Il monogramma del 1971, Teofilo il pittore del 1973 e Maria Nefeli del 1979, mentre le sue prose sono raccolte in Carte scoperte del 1974 e un’antologia della sua poesia è in Poesie 1935-1977 del 1979.
Nel 1979 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura, per un’opera, dove spicca il desiderio di libertà intellettuale e sviluppo della creatività, che traspare dalla sua poesia.
Tra i suoi ultimi lavori spiccano Tre poemetti sulla bandiera ombra del 1982, Diario di un invisibile aprile del 1984, Elegia di Oxòpetra del 1992, A occidente del dolore del 1995 e, postumo, Da presso del 1998.
Una raccolta delle sue prose critiche comparve in Italia col titolo Il metodo del dunque e altri saggi sul lavoro del poeta nel 1995.
Odysseas Elytīs morì ad Atene il 18 marzo 1996 è a lui oggi è intitolato l’Aeroporto Internazionale di Mitilene, nell’Isola di Lesbo.
