Nei weekend del 2 e 3 agosto e del 9 e 10 agosto Cagli, nel cuore delle Marche, si prepara a rivivere la magia del Palio dell’Oca, giunto alla sua 39ª edizione.
Sarà un tuffo nel passato tra sfilate in costume, giochi medievali, spettacoli e sfide appassionanti tra i quartieri della città, che si contendono l’ambito trofeo in un’atmosfera carica di entusiasmo, passione e tradizione.
Per le vie del centro ci saranno bandiere al vento, rullare di tamburi e antichi mestieri riportano in vita l’anima storica di Cagli, regalando a residenti e visitatori un’esperienza coinvolgente e suggestiva.
Nella cornice dell’Arena di Sant’Emidio, trasformata per l’occasione in un Campo di Marte, si esibiscono arcieri, balestrieri, cavalieri spericolati e paggi, pronti a dare il massimo per portare alla vittoria i colori del proprio quartiere e conquistare l’ambita Oca, simbolo del trionfo in un appuntamento imperdibile per chi ama storia, folklore e spettacolo.
Il Palio storico dell’oca è una manifestazione di ispirazione storica che ogni anno anima la città nella seconda domenica di agosto.
Una notizia di un gioco dell’oca arriva dallo storiografo cagliese Antonio Gucci che nei suoi Annali lo inserisce nell’elenco dei giochi che si disputavano a Cagli nel 1543, senza fornirne però ulteriore descrizione.
Questo dato divenne il punto di partenza per la ben più recente tradizione del palio storico la cui prima edizione risale al 1987.
A sfidarsi sono i quattro quartieri cittadini, Sant’Agostino (rosa e nero), Sant’Andrea (giallo e azzurro), Sant’Angelo (rosso e blu) e San Francesco (rosso e verde).
Il gioco trae ispirazione dal gioco da tavola, ma si realizza all’aperto, dal 2002 negli spazi dell’Arena di Sant’Emidio, precedentemente nel bel scenario di Piazza Matteotti.
A fare da segnapunti un rappresentante di ciascun quartiere che avanza di postazione in postazione a seconda dell’esito del lancio del dado.
Lo scopo del gioco è raggiungere l’ultima casella, la numero 54 che raffigura San Geronzio con i suoi simboli: il putto e l’oca bianca.
A complicare il percorso ci sono una serie di sfide a duello tra i diversi quartieri il cui esito conferma l’avanzamento del giocatore o ne stabilisce l’arretramento al punto precedente al tiro di dado.
Raggiunta la casella di arrivo al quartiere vittorioso viene consegnato il palio, la statua in metallo dell’oca simbolo del Santo patrono.
Possono iniziare ufficialmente i festeggiamenti presso le taverne, aperte già dalla sera prima, che propongono per ogni quartiere una selezione di piatti tipici locali.
IL prologo della disputa è il corteo storico, che con i suoi 450 figuranti in preziosi abiti rinascimentali, ridisegna le vie cittadine per riconsegnarle ai fasti del pieno Cinquecento, con il Duca di Urbino, accompagnato dal podestà e da grandi ufficiali.
Il giorno del palio è preceduto dalla cerimonia di investitura dei capitani di quartieri, riproposta con estrema fedeltà storica.
La cerimonia si tiene nella Cattedrale, con l’accensione della lampada votiva in onore di San Geronzio per invocare la protezione del Santo patrono.
Dal 2003 si affianca al Palio il Paliotto che si disputa la prima domenica di agosto, dove a sfidarsi e rappresentare i quartieri sono bambine e bambini tra i 10 e i 14 anni.
L’organizzazione dell’evento è a cura dell’Associazione Giochi Storici Cagli.
