Thomas Mann

Uno degli scrittori che segnò per sempre la letteratura mondiale…

Thomas Mann nacque il 6 giugno 1875 a Lubecca, in Germania, secondogenito di  una famiglia borghese e benestante che gli consentì di crescere in un ambiente benestante, anche se rigido e conservatore.

Il padre Thomas era un facoltoso mercante di cereali, oltre che un politico e rigido uomo di fede luterana, dal carattere autoritario, rigoroso ed emotivamente distante.

Thomas ammirò il pragmatismo del padre, fino a quando non interferì con la sua vita, mortificando le sue aspirazioni artistiche, preferendogli il figlio maggiore Heinrich.

La madre , Júlia da Silva Bruhns, stimolò l’interesse di Mann per la cultura, l’arte e la musica e il contrasto tra la rigida mentalità tedesca del padre e la vivacità brasiliana della madre ispirò molti dei personaggi di Mann, soprattutto ne “ Buddenbrook.

Dopo la morte del padre, nel 1891, dopo la vendita dell’azienda di famiglia, i Mann ridimensionarono il proprio tenore di vita.

Se la madre si trasferì a Monaco di Baviera con i figli. Thomas rimase a Lubecca per completare gli studi commerciali, come avrebbe voluto suo padre, opoi raggiunse la famiglia a Monaco due anni dopo e iniziò a lavorare come impiegato presso una compagnia di assicurazioni, inoltre collaborò con la redazione del giornale politico-letterario Simplicissimus.

Comincio a scrivere e a pubblicare racconti e il primo, Gefallen, nel 1894, suscitò l’ammirazione di un poeta, Richard Dehmel che lo spinse a continuare a scrivere e a studiare per diventare giornalista.

Mann iniziò a frequentare corsi parauniversitari di storia e letteratura a Monaco senza però completarli, poi nel 1895 decise di dedicarsi interamente alla scrittura.

Nel 1898 pubblicò la sua prima raccolta di racconti, Il piccolo signor Friedman  e, dopo un periodo trascorso in Italia con il fratello Heinrich, iniziò a lavorare al romanzo I Buddenbrook, pubblicato nel 1901, dove si ispirò alle vicissitudini dell’azienda di famiglia per raccontare lo sgretolamento della borghesia del suo tempo, con una riflessione sul cambiamento psicologico dell’individuo.

Lo scrittore nel 1905 sposò Katia Pringsheim, figlia di una ricca famiglia ebraica, che accettò la sua omosessualità senza giudicarlo e gli diede quella stabilità necessaria per dedicarsi interamente alla scrittura.

Il loro matrimonio fu basato sul rispetto reciproco e anche sull’amore, anche se Thomas fu emotivamente distante e Katia dovette affrontare gravi problemi di salute che la costrinsero a lunghi periodi di riposo.

La moglie fu di ispirazione per molti dei personaggi di Thomas Mann, come Claudia Chauchat, simbolo di erotismo ne La montagna incantata.

Nel 1909 Thomas pubblicò  Altezza Reale,   sui temi del potere e della decadenza, evocati anche ne I Buddenbrook, ma con un approccio più ironico e nel 1912 scrisse uno dei suoi racconti più celebri, La morte a Venezia, in cui affrontò il tema dell’omosessualità.

All’inizio della guerra nel 1914, Mann sostenne il conflitto nel saggio Pensieri di guerra, in aperto contrasto con il fratello Heinrich che era un convinto pacifista.

Nel 1918, alla fine del conflitto, nelle Considerazioni di un apolitico, criticò la democrazia occidentale moderna per abbracciare tesi neoconservatrici.

In quello stesso periodo scrisse La montagna incantata, pubblicato nel 1924, e che segnò definitivamente il cambiamento della sua posizione politica come sostenitore della democrazia.

La vicenda vede Hans, un giovane ingegnere di Amburgo, recarsi al sanatorio per malati di tubercolosi di Berghof, sulle alpi svizzere, per far visita al cugino Joachim, in cura la, ma, a causa di un’infezione tubercolare, rimarrà nella clinica per sette anni.

Durante quel soggiorno il giovane diventa  parte della comunità del sanatorio popolata da personaggi provenienti da ogni parte d’Europa, ognuno con la propria storia ed è affascinato dall’acceso dibattito tra due personaggi del romanzo, Leo Naphta e Ludovico Settembrini, che evoca il conflitto tra razionalismo e misticismo dell’epoca.

In quei sette anni il protagonista subisce una trasformazione profonda ma si trova però ad affrontare un nuovo cambiamento con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Hans decide di partire e di arruolarsi nell’esercito tedesco, ma  Mann lascia il lettore in sospeso non rivelando il suo destino.

Nel 1929 lo scrittore vinse il Premio Nobel per la letteratura.

Con l’ascesa del nazismo nel 1933, Mann dovette lasciare la Germania per le sue posizioni contro il regime e a rinunciare alla cittadinanza tedesca, si  trasferì nel 1938 a Princeton, New Jersey, e poi a Los Angeles, California, nel 1941.

Durante la seconda guerra mondiale Mann denunciò le atrocità del regime, incoraggiando la resistenza e il supporto agli intellettuali rifugiati.

Nel Doctor Faustus, pubblicato nel 1947, lo scrittore utilizzò la figura del protagonista, un compositore disposto a vendere l’anima al diavolo pur di raggiungere la grandezza assoluta, come allegoria della Germania nazista.

Dopo la guerra, Mann tornò in Europa nel 1952 e si stabilì nei pressi di Zurigo, dove continuò a scrivere fino alla sua morte.

Thomas Mann morì di arteriosclerosi il 12 agosto 1955 a Kilchberg, sul lago di Zurigo e, poco prima della sua morte, il Politecnico Federale di Zurigo gli conferì la laurea ad honorem.