100 anni fa nasceva Carlo Riva l’inventore delle barche più belle del mondo

100 anni fa nasceva Carlo Riva l’inventore delle barche più belle del mondo

Era il 2017 quando il mondo pianse la scomparsa di una delle figure più geniali nel mondo dei motoscafi: l’inimitabile Carlo Riva.

Padre di alcune delle barche a motore più belle del XXesimo secolo, nacque il 24 febbraio 1922 e oggi avrebbe compiuto 100 anni.

Per festeggiare questa ricorrenza vediamo alcuni modelli che hanno fatto storia.

Motoscafi Riva in legno: certe barche sono per sempre

Per alcuni sono le più belle del mondo, altri farebbero carte false per averle e, probabilmente, c’è anche qualcuno a cui non piacciono, per chissà quale motivo. Ma una cosa è certa: tutti conoscono i Riva.

Una rivista britannica negli Anni ‘90 realizzò un sondaggio tra i propri lettori circa il nome di barca da loro più conosciuto. Il risultato? Aquarama, uno dei modelli cult di Riva.

Nel mondo sono pochi i paesi dove le barche di Carlo Riva non sono arrivate.

Il periodo tra gli Anni ‘60 e ‘70, quando tutte le celebrità del cinema e non solo passavano le vacanze nella French Riviera a bordo del loro Ariston o del loro Aquarama ha lasciato un’impronta indelebile e ha avuto un ruolo nella consacrazione del marchio, tanto che ancora oggi un Riva rimanda anche a quelle immagini e a quei protagonisti.

Il motoscafo Riva più bello di tutti

C’è anche un Riva classico che, a detta di molti, merita il titolo di “più bello di tutti”. Tra i sostenitori della tesi lo stesso Carlo Riva.

“L’Ariston è la barca di cui mi sono innamorato – spiega Piero Gibellini, presidente della Riva Historical Society, fondata dallo stesso Carlo Riva nel 1998 – ne ho acquistato uno nel 1989. Per me e per l’Ingegnere (Carlo Riva n.d.r.) era, ed è, la più bella.

Questo disegno ha il fascino di prescindere da tutte le logiche di mercato e di utilizzo. Non si può dire che sia la più comoda, ma è la più pura in assoluto”.

Dall’inizio degli Anni ‘50 fu proprio l’Ariston l’unico modello che rimase a listino per tutta la gestione Carlo Riva, in produzione fino al 1971.

Nel tempo venne poi affiancato dal Super Ariston, poco più lungo e più potente, che rimase in produzione fino al 1974.

“Quando si parla delle più belle, non si può dimenticare il Tritone, che per molto tempo è stato uno dei modelli di punta, nonché il predecessore dell’Aquarama, nato poi sullo stesso scafo.

Il fascino del Tritone era così forte, che l’Aquarama impiegò circa 5 anni a farlo uscire di produzione”.

L’Aquarama, il motoscafo Riva per eccellenza

L’Aquarama è forse tra tutti il modello più famoso e nacque su richiesta esplicita dei clienti che volevano un Tritone più pratico.

Per non rovinare la linea perfetta delle barche – basti pensare alla “poppa Carlo Riva”, che si sviluppa come un volume unico senza soluzione di continuità – il Tritone era, alla prova dei fatti, poco pratico.

L’Aquarama, entrato in produzione nel 1962, portò migliorie, come la falchetta al perimetro del trincarino di prua per appoggiare i piedi o un prendisole di poppa più semplice da raggiungere.

Nel 1969 arrivò l’ultima versione della carena, la più dolce in navigazione, e il processo di vivibilità culminò nel 1972 con l’Aquarama Special, nato sulla carena del Super, che si riconosce per la poppa più allungata, attraversata da un camminamento che termina in una plancetta da bagno (soluzione che oggi vediamo sempre più grande e su ogni tipo di barca) per rendere più agevole l’accesso all’acqua.

Dall’inizio del secolo con i primi prototipi, antecedenti alla produzione in serie, di Serafino Riva, che per primo si cimentò nel costruire barche da diporto facendosi un nome nella motonautica, i Riva in legno hanno attraversato quasi un secolo, fino al 1980 e all’Olympic, ultimo modello in legno rimasto a essere prodotto in serie, escluso l’Aquarama Special, rimasto in listino fino al 1996, dal ‘90 prodotto a richiesta.

Il Riva Tritone

Nel 1950 fece la sua comparsa il Tritone. Questo motoscafo Riva è di fatto il papà dell’Aquarama ed è un bimotore di 8.05 metri dal sapore retrò. Prima un po’ “snobbato”, oggi è tornato in auge.

Per un modello originale restaurato e in perfette condizioni il valore si aggira intorno ai 400.000 €.

Riccardo Reina

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