La città di Riccione ha una storia che, pur partendo con tracce di primi insediamenti nel II secolo a.C., s’identifica con la nascita del turismo verso la fine dell’Ottocento quando, da borgata di mare rurale, dedita all’agricoltura, divenne una località turistica conosciuta in Italia ed Europa, ritratta in manifesti pubblicitari come la città balneare d’Italia.
Risale a questo periodo la costruzione della ferrovia con fermata a Riccione, la costruzione degli ospizi marini per ospitare bambini affetti da scrofolosi, ma anche l’inizio del diventare la residenza estiva della borghesia.
Nel 1880 fu varato il primo piano regolatore per trasformare Riccione in un giardino con viali alberati e ville immerse nel verde e nel 1895 l’attività dei bagnini, Del Bianco, Manzi e Angelini fu ufficializzata con le prime concessioni demaniali, mentre nel 1901 Sebastiano Amati inaugurò l’hotel di Riccione, l’Albergo Amati in viale Ceccarini.
Nel 1922 Riccione divenne comune autonomo, nel 1928 fu inaugurata l’Azienda Autonoma di Soggiorno, poi furono costruiti edifici per l’intrattenimento e lo sport, la cultura e il divertimento, come il Grand Hotel e il Palazzo del Turismo.
Gli anni Cinquanta videro la nascita dei famosi locali alla moda, Riccione che divenne una località balneare famosa e ambita.
Molte sono le ville che raccontano la lunga storia del turismo di Riccione.
Villa Franceschi appartiene al patrimonio balneare nato nei primi decenni del secolo e fu il simbolo della crescita di Riccione come centro turistico.
L’impianto architettonico ha una grande semplicità distributiva con la scala posta sull’asse centrale e le stanze ai lati, ma da vedere sono la stanza al piano terreno ampiamente finestrata che si protende sul giardino col terrazzo soprastante, tutto dalla forma semi-esagonale, e la torretta sul retro con il belvedere finestrato, da dove si può ammirare il mare da sopra le chiome degli alberi.
Ma il maggior pregio dell’edificio sono le decorazioni esterne realizzate in cemento con una cura e grazia uniche, nate dai modelli decorativi dell’architettura eclettica nord europea della fine del secolo con una serie di contaminazioni tra neogotico, neoclassico e art nouveau.
La Villa è oggi una proprietà del Comune di Riccione ed è sede della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea che ospita dipinti, sculture, disegni e grafiche del Novecento e mostre temporanee.
Nell’area del centro, in particolare fra viale Ceccarini e viale Battisti, ci sono dei pregiati esempi dell’architettura balneare nelle belle ville in stile Liberty, come testimonianze dello stile di vita e di vacanza dell’epoca, oltre a raccontare la storia del turismo riccionese.
Su viale Milano, al civico 79, c’è Villa Antolini progettata dall’architetto Vucetich nel 1923, mentre all’angolo con via Baracca si notano i toni cromatici e gli elementi decorativi di Villa Bella.
Nel viale Gramsci spiccano le preziose decorazioni liberty della facciata dell’Hotel Des Bains, inaugurato nel 1908, e del Grand Hotel del 1928, mentre accanto si nota la torretta di Villa Martinelli Soleri del 1877.
Lungo viale Trento Trieste al numero 26 troviamo Pensione Florenza dei primi del Novecento, mentre su via Spalato spicca l’elegante Hotel de la Ville degli anni Trenta.
Oltre la ferrovia, su viale Diaz, si nota la Villa Pullè mentre su viale Ceccarini si trovano il Villino Graziosi del 1932 e Villa Serafini degli anni Venti.
