Dante, la visione dell’arte a Forlì

Dante, la visione dell’arte a Forlì

A Forlì i Musei San Domenico, fino all’11 luglio, per le celebrazioni nazionali dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, propongono la grande mostra Dante. La visione dell’arte.

Frutto di un sodalizio tra la Fondazione romagnola e le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la mostra non è solo occasione per celebrare l’anniversario dantesco, ma è anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito che essa rappresenta.

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

La scelta di Forlì, come scenario dell’esposizione, fa parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non è solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna. Forlì è città dantesca.

A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, rimanendo per un anno presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città.

La qualità ben nota delle grandi mostre forlivesi dimostra una passione profonda per l’arte e un approccio di ampio respiro ai temi trattati, con una collaborazione preziosa e senza precedenti, quella delle Gallerie degli Uffizi, che hanno concesso in prestito molte opere, tra le quali alcuni capolavori dalle loro collezioni.

Per la mostra ci sono a Fornì il ritratto dell’Alighieri e quello di Farinata degli Uberti di Andrea del Castagno, di solito non visibili agli Uffizi poiché si trovano negli spazi della chiesa di San Pier Scheraggio, inclusa nell’edificio ma non accessibile al pubblico, dove si riuniva il Consiglio di cui faceva parte anche Dante.

Nell’esposizione forlivese c’è anche un altro ritratto di Dante, dipinto da Cristofano dell’Altissimo per la serie commissionata da Cosimo I de’ Medici dedicata agli uomini illustri, oltre alla Cacciata dal Paradiso terrestre di Pontormo e persino un disegno di Michelangelo che ritrae un dannato nell’Inferno della Divina Commedia, oltre a una scelta di disegni di Federico Zuccari per l’edizione cinquecentesca illustrata del testo.

E poi sono da vedere un busto marmoreo di Virgilio, realizzato dallo scultore settecentesco Carlo Albacini, e una delle più recenti acquisizioni delle Gallerie degli Uffizi, la tela ottocentesca del protoromantico toscano Nicola Monti intitolata Francesca da Rimini all’Inferno, per un momento di riflessione complessivo sulla figura del poeta, simbolo dell’Italia, e sul suo lascito, in un rispecchiamento unico tra linguaggio dell’arte e figura letteraria.

Orari: da lunedì a venerdì: 9.30-19.00; sabato, domenica, giorni festivi: 9:30-20:00. La biglietteria chiude un’ora prima

 

Costo del biglietto: Intero € 14, Ridotto € 12, Speciale € 5.50, Biglietto speciale famiglia € 27 (due adulti e fino a tre minori di 14 anni). Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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