I gioielli di Gucci a Villa Pallavicino

I gioielli di Gucci a Villa Pallavicino

Gioielli in un gioiello… nell’incantevole cornice del Lago Maggiore.

Tutte le suggestioni che il Giardino delle delizie può evocare tra stupore, magia e luce, con il nome di Hortus deliciarum, sono parte del mondo che si è schiuso per la seconda collezione di Alta gioielleria di Gucci, disegnata da Alessandro Michele.

Presentate fino a sabato 26 giugno nella grandiosa Villa Pallavicino a Stresa, immersa in un parco di 18 ettari in cui convivono flora e fauna, con 50 specie tra mammiferi e volatili, e mai fino ad oggi la cornice di un evento, queste 130 creazioni prendono vita in uno scambio virtuoso tra esterno e interno.

La vegetazione fa parte delle sale della dimora ottocentesca in un mondo che si trasforma in nicchie di vegetazione, voliere e piccole grotte.

La linea, cresciuta esponenzialmente dal 2019, è divisa in quattro capitoli ispirati alla natura con una lente d’ingrandimento che va verso cieli stellati, tramonti, cascate e foreste, un roseto dal fascino malinconico e la fauna selvaggia.

L’universo estetico cui attinge il direttore creativo della maison di Kering ha le sue radici negli anni 20 del Novecento, nella vitalità di un momento storico in bilico tra due epoche, mondo che percorre tutti i preziosi, animati da un movimento di piccoli punti di luce, da frange e lavorazioni che evocano lucenti piumaggi, oltre che al romanticismo con la sua poetica e il suo pathos.

Ci sono delle collane con ciondoli a forma di fiocco che possono diventare spille, bracciali che sembrano giardini lussureggianti o cascate di stelle, e, ancora, pietre come smeraldi, opali, topazi, tormaline, tanzaniti come le protagoniste assolute dei solitari, ridefiniti in ottica massimalista.

Anche l’orologeria è reinterpretata con un rimando a quegli stessi cieli luminosi, all’arte rinascimentale e all’Art déco.

Il primo capitolo è con cascate di diamanti che ricordano percorsi d’acqua, poi delicati astri riproducono l’incanto delle stelle cadenti e minute foglie rimandano ad ambienti boschivi, il secondo cattura le cromie del calare del sole, mentre il mondo della botanica è la scintilla intorno a cui si sviluppa la narrazione del terzo capitolo.

La fauna selvaggia, raffigurata dalla testa di un leone, simbolo di Gucci, da una visione altamente allegorica del quarto capitolo.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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