Il calcio sopra la traversa: Pro Vercelli

Il calcio sopra la traversa: Pro Vercelli

La Pro Vercelli è una delle società storiche del calcio italiano, con i suoi sette scudetti conquistati in soli quattordici anni, dal 1908 al 1922.

Formando con Casale, Alessandria e Novara il così detto quadrilatero piemontese del calcio italiano, che nei primi anni del secolo scorso dettava legge nel foot-ball nostrano, non solo per i campioni che schierava ma anche per le difficoltà nell’affrontare in casa le quattro squadre, con un pubblico molto caldo e appassionato.

La fondazione della Pro Vercelli avviene, come Società Ginnastica, nell’ormai lontano 1892 per merito del prof. Domenico Luppi, insegnante di educazione fisica. La sezione calcio nasce però nel 1903 quando Marcello Bertinetti, dopo essersi recato a Torino per assistere a un incontro della Juventus, compra un pallone da portare a Vercelli e diffondere il verbo calcistico tra i suoi amici a Vercelli. Fu lui, al tempo anche un valido schermidore, e a tre suoi amici, Piero Albertini, Adolfo Severi e Francesco Visconti, che si deve la creazione della squadra di calcio vercellese.

La prima maglia era bianca con piccole strisce nere verticali, pantaloncini neri, in omaggio alla Juventus. Con i vari lavaggi scolorino quasi subito venendo a mancare il nero, così, a causa della scarsa disponi­bilità economica i giocatori scelse­ro di giocare con la camicia bian­ca. La divisa divenne caratteristica anche per le imprese in campo dei calciatori vercellesi, che il soprannome dei giocatori era ed è ancora oggi Bianche Casacche.

Una caratteristica delle bianche casacche del tempo era quella di avere in squadra solamente giocatori ver­cellesi. L’unica eccezione venne fatta per il torinese Berardo, il cui trasferimento a Vercelli, sollevò molte polemiche. Il direttivo della società accettò la richiesta del giocatore che, benché nazionale, chiese di giocare gratis nella Pro Vercelli. Figure dominanti di questo periodo il capitano Carlo Rampini e il presidente Luigi Bozino.

Il terreno di gioco era il Camp ad la fera, situato poco lontano, nei giardini di piazza Camana, poi “Campo piazzale Conte di Torino” e che, dal 1932, diventerà poi la struttura intitolata a Leonida Robbiano, aviatore locale. E dal 1998 alla bandiera Silvio Piola.

Dopo cinque anni di assestamento, la Pro Vercelli esordì nel Campionato Italiano nel 1908 e conquistò subito il primo scudetto. La stagione, prese il via il primo marzo 1908 e si concluse il 17 maggio con altre tre squadre: Andrea Doria, US Milanese e Juventus.

La Pro Vercelli iniziò con un confronto di andata e ritorno contro la Juventus. 1-1 a Vercelli, quindi vittoria 2-0 a Torino la settimana successiva grazie alla doppietta di Rampini I, poi scattò il Girone Finale con la Pro che vinse 2-1 contro la US Milanese e 2-1 contro l’Andrea Doria, assieme a due pareggi negli altri incontri. 6 punti totali e, quindi, uno in più dei bianconeri milanesi.

Si passò quindi alla stagione 1909 con il bis immediato per i Leoni e anche in quel caso s’incominciò con le Eliminatorie poiché le squadre al via crebbero fino al numero di 9.

Nel 1909-10 la Pro Vercelli riuscì a conquistare nuovamente la finale, ma nello spareggio del 24 aprile subì una sconfitta (3-10) da parte dell’Inter. Le due squa­dre avevano terminato il campio­nato a pari punti, rendendo neces­saria la disputa di uno spareggio per il titolo. La partita si sarebbe disputata a Vercelli, grazie al mi­glior quoziente reti. La Pro Vercelli chiese un rinvio al 1 maggio poi­ché i suoi migliori giocatori, es­sendo militari, erano impegnati nella Coppa della Regina a Roma. La richiesta non venne accolta e i piemontesi, in segno di protesta, fecero scendere in campo una squadra di ragazzini alcuni avevano addirittura undici anni. Un’onta che le bianche casacche lavarono con tre titoli consecutivi tra il 1910 e il 1913. Il 1 maggio 1913, la Nazionale italiana affronta il Belgio schierando ben nove giocatori provenienti dalla Pro Vercelli, vincendo l’incontro.

Nel 1913-14 il titolo andò agli storici rivali del Casale, che si aggiudicò il Girone piemontese a pari merito con il Genoa e i vercellesi chiusero a un solo punto e vennero eliminati.

Nel 1914-15, invece, fu il Genoa a vincere, con la Pro che venne superata dal Torino nel corso del secondo Girone. Nel primo dopoguerra, con l’apporto del grande Virginio Rosetta arrivano gli ultimi due scudetti. Il campionato 1920-21 si disputò tra il 19 novembre e il 24 luglio con 88 squadre totali tra nord e sud e la Pro Vercelli mise in scena un grande duello contro gli altri storici rivali dell’Alessandria che si aggiudicò il primo Girone, mentre i Bianchi vinsero il secondo e si presentarono alle semifinali del nord. La finalissima, del 24 luglio, presentò il Pisa come rivale e la Pro vinse per 2-1 sul campo neutro di Torino. Nella stagione successiva arrivò l’ultimo trionfo vercellese in un’annata particolare, con due campionati dove la Prima Categoria se la aggiudicò la Novese, mentre la Prima Divisione sotto l’egida della FIGC, andò alle bianche casacche.

Nelle annate successive la Pro Vercelli rimase una squadra di primissima fascia nel panorama del calcio italiano, non riuscendo però, ad avvicinarsi al titolo.

Con il passaggio al campionato a Girone Unico del 1929-30, la squadra con le maglie bianche iniziò un declino, nonostante la presenza tra le proprie fila di Silvio Piola. Di famiglia vercellese, ma nato a Robbio Lomellina, centravanti storico del calcio italiano, campione del Mondo nel 1938. Esordì in prima squadra a sedici anni, il 16 febbraio 1930, sul campo del Bologna. Disputerà in tutto 127 partite e siglando 51 reti con le bianche casacche. Segnò sei reti in una sola partita, contro la Fiorentina, un record tuttora imbattuto.

Nelle stagioni successive iniziò il declino e nel 1935 arrivò la retrocessione in Serie B, quindi nel 1940 quella ancora più pesante in Serie C.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Pro fece qualche breve comparsa nella serie cadetta, prima di tanta Serie C e, soprattutto Serie D tra anni ’50 e ’60.

Gli anni ’70 non cambiarono gli orizzonti, quindi negli anni ’80 fu tantissima Serie C2. Nel 1990 la Pro Vercelli, guidata da Giuliano Zoratti e dal giovane centravanti Roberto Murgita disputò un campionato di vertice, mancando clamorosamente la promozione all’ultima giornata. In quell’estate la squadra non fu infatti iscritta al campionato. Le Casacche Bianche, dopo aver rischiato la radiazione, riuscirono a iscriversi al torneo di Promozione, punto più basso della loro storia.

Nel 1994, dopo una difficile e lenta risalita, la Pro Vercelli riconquistò la Serie C2, vincendo anche lo Scudetto Dilettanti nella doppia finale contro il Giulianova. Negli anni a seguire, partecipa ai play-off per la promozione in due occasioni nel 1994-95 con Sergio Calligaris in panchina e in campo Massimo Storgato, con un attacco formato da Fabio Artico, Alessandro Provenzano e Pingitore. Nel 2000-01 con Maurizio Braghin in panchina, in porta Paolo Di Sarno, e in avanti Walter Mirabelli e Massimo Sala.  Evitan poi la retrocessione in due casi ai play-out (2002-03 e 2004-2005) e, al termine della stagione 2003-04, grazie a un ripescaggio.

La squadra tra varie incertezze societarie raggiunge una certa stabilità che le garantisce buone prestazioni, anche sul campo, come nel biennio 2006-08.

La stagione 2009-10 segna lo storico derby con l’altra ambiziosa realtà locale, i gialloverdi della Pro Belvedere.  Al termine del campionato la situazione economica della Pro Vercelli è nuovamente drammatica, arrivando alla fusione tra le due società al fine di salvare la tradizione sportiva delle bianche casacche. Il patron gialloverde Massimo Secondo riesce così a mutare la ragione sociale del Belvedere in Football Club Pro Vercelli 1892, rilevando i marchi e la tradizione sportiva delle bianche casacche. Per la panchina viene scelto nuovamente Maurizio Braghin.

La nuova società è molto ambiziosa, e punta alla promozione in C1, ma la squadra ha un andamento altalenante, classificandosi ai play-off con il terzo posto.  Agli spareggi affronta la Pro Patria, nella gara di ‘andata a Busto Arsizio, le bianche casacche soccombono pesantemente per 5 a 2. Al ritorno la Pro Vercelli vince per 2-0, ma senza passare il turno.

Nell’agosto 2011 la Pro Vercelli ottiene il ripescaggio in Prima Divisione. Sempre affidata a Braghin disputa un campionato di vertice, chiudendo la stagione regolare al quinto posto e qualificandosi per i play-off, ove dapprima elimina il Taranto in semifinale e infine, il 10 giugno 2012, supera in finale il Carpi (0-0 all’andata e 3-1 al ritorno), garantendosi così l’agognata promozione in Serie B a ben 64 anni di distanza dalla sua ultima apparizione. Tra i protagonisti della stagione il bomber Iemmello, Di Piazza, Disabato, Calvi e Martini.

In serie cadetta balla però una sola stagione, nonostante il cambio di panchina tra Braghin e Camolese. Per la stagione 2013-14 la Pro Vercelli guidata da Cristiano Scazzola chiude il girone A di Lega Pro Prima Divisione al secondo posto a solo un punto dalla vetta, mancando proprio all’ultima giornata il sorpasso sulla capolista Virtus Entella e qualificandosi per i play-off, ove in finale supera il Südtirol. risalendo così immediatamente in Serie B dopo soltanto una stagione di assenza. In serie cadetta raggiunge la salvezza matematica all’ultima giornata. Analoga anche l’annata 2015-16, con l’avvicendamento in panchina all’8ª giornata tra Scazzola e Claudio Foscarini, con la stagione regolare chiusa al 17º posto che porta ancora alla salvezza. Decisamente più tranquilla la stagione 2016-17, con in panchina Moreno Longo.

L’annata 2017-18 risulta invece disastrosa: la squadra naviga sempre nei bassifondi della classifica con ben quattro cambi di allenatore e retrocede in Serie C.

Nella stagione seguente la squadra, affidata al confermato Vito Grieco, ottiene il 5º posto che consente di disputare i play-off: supera primo turno sconfiggendo l’Alessandria per 3-1, ma è eliminata dopo aver perso in casa per 1-2 contro la Carrarese.

L’annata 2019-20 vede l’arrivo in panchina dell’ex attaccante campione del mondo, il biellese Alberto Gilardino: la stagione si rivela però interlocutoria, con il patron Massimo Secondo che si dichiara determinato a disimpegnarsi dalla gestione societaria. La squadra disputa un campionato di media classifica. Nell’estate 2020 viene infine formalizzato l’annunciato cambio di proprietà: con l’imprenditore Massimo Secondo che passa la mano dopo 10 anni, cedendo a una cordata formata da persone presenti nel mondo del calcio a vario titolo. La squadra in linea verde viene affidata a Francesco Modesto.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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