In viaggio tra i parchi: Parco della Vanoise

In viaggio tra i parchi: Parco della Vanoise

Istituito nel 1963, il Parco della Vanoise è l’area protetta più nota della Francia, con ben 107 vette che superano i 3000 m e venti ghiacciai che alimentano diversi torrenti.

Molto importante, dal punto di vista della salvaguardia, fu il gemellaggio realizzato nel 1972 col Parco italiano del Gran Paradiso, con cui confina per circa 18 km, formando così la maggiore riserva naturale dell’Europa occidentale.

Sono cinque le porte del Parco della Vanoise, dove possono raccogliere numerose informazioni, presso Modane: Orgère, Villarodin, Aussosis-Fort Marie-Christine; presso Termignon: Plan du Lac; presso Champagny-en-Vanoise: Le Bois; presso Peisey-Nancroix: Rosuel

Il parco ha quattro sentieri natura attrezzati con tabelle e descrizioni, quello dell’Orgere, con l’accesso da Villarodin-Bourget, quello del Fernet in val d’Isere, quello del Mont Bochor da Pralognan-la-Vanoise e quello del Bois Champagny-le-Haut, percorribile anche da persone non deambulanti.
I sentieri coprono circa 500 km di territorio, mentre tre grandi itinerari di trekking attraversano il Parco, la Grand Randonnée 5, la 55 e la Grande Traversata Alpina (GTA).

Durante l’estate il parco organizza proiezioni naturalistiche e escursioni, che sono gestite dai guardiaparco con partenza dai principali centri abitati del Parco.

Il Parco ospita 1200 specie vegetali, una ricchezza favorita anche dalla complessità geologica dell’area, infatti dove le rocce sono quarziti e scisti si trovano il mirtillo rosso e la silena rupestre, mentre sui calcari crescono genziane, anemoni, campanule e primule.

Tre gli alberi, nelle quote minori dei versanti esposti a sud cresce la roverella, che tra gli 800 e i 1500 m, viene sostituita dai faggi e dagli abeti bianchi e sui versanti soleggiati, dai pini silvestri. Alle altezze maggiori ci sono l’abete rosso e il larice, il pino cembro e l’uncinato e sopra i 1700 m le conifere lasciano il posto a una fitta vegetazione.

Il successo del Parco lo si può misurare da due specie animali che, prima dell’istituzione di quest’area protetta, erano praticamente estinti nell’area.

I camosci sono i padroni incontrastati del Parco con circa 5500 esemplari, mentre gli stambecchi sono quasi 2000 e rappresentano la maggiore popolazione francese di quest’ungulato, oltre a un buon numero di roditori tra cui molte marmotte, lepri e topi delle nevi e dal collare e un discreto numero di faine, ermellini e martore.

Sono dieci le specie di pipistrelli presenti, un terzo di quelle francesi, mentre l’avifauna conta 125 specie di cui 72 nidificanti, come l’aquila reale, circa 20 coppie, il gipeto reintrodotto recentemente, il gallo forcello, la pernice bianca, la coturnice, il gufo reale,la civetta caporosso, i picchi neri e tridattili.

Tra gli anfibi ci sono il tritone alpino e la rana rossa, mentre tra i rettili sono presenti il colubro d’Esculapio e la coronella austriaca oltre a diverse le specie di farfalle, tra cui l’apollon.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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