La linea ferroviaria Torino – Asti –Alessandria – Genova

La linea ferroviaria Torino – Asti –Alessandria – Genova

La ferrovia Torino – Genova, realizzata negli anni dalle guerre d’Indipendenza, portò nel Nordovest dell’Italia quello spirito nuovo che si respirava in Europa.

Il regno di Sardegna entrò in ritardo nella competizione ferroviaria europea, e con le Regie Patenti del 13 febbraio 1845 fu decisa la realizzazione della prima linea ferrata che unisse la capitale del regno con il suo porto principale, toccando anche le città di Asti e Alessandria.

Per valicare la catena dell’Appennino fu scelto il percorso più logico, che superava le montagne al termine della valle della Scrivia presso il passo dei Giovi che, con i suoi 472 metri sul livello del mare, era la via più comoda.

Data la sua importanza, la ferrovia Torino – Genova fu progettata fin dall’inizio a doppio binario e fu aperta per tratte a mano a mano che queste erano ultimate senza aspettare il completamento delle stazioni e la posa di entrambi i binari.

I lavori, iniziati il 13 febbraio 1845, nel settembre 1848 videro il completamento di un primo tratto di otto chilometri che congiungeva la stazione torinese di Porta Nuova con Trofarello, dopo aver attraversato il Po presso Moncalieri su un ponte in muratura a più arcate.

Un secondo tratto fino ad Asti, di quarantasei chilometri, venne aperto all’inizio del 1849, tra grosse complicazioni dovute al ripido tratto collinare tra San Paolo Solbrito e Villafranca, dove si raggiungeva una pendenza del ventisei per mille, considerata quasi impossibile da superare con le locomotive dell’epoca.

Per circa due anni i passeggeri andarono su omnibus a cavalli, sostituiti da un piano inclinato con le carrozze ferroviarie frenate in discesa da appositi carri freno e trainate in salita da cavalli.

Entrambe le soluzioni furono superate solo nell’agosto 1851 con l’entrata in funzione di potenti locomotive realizzate apposta per questa linea, nella celebre officina inglese Stephenson & Co, la prima fabbrica al mondo di locomotive, fondata da George Stephenson, il principale artefice delle ferrovie a vapore.

Nel frattempo, la ferrovia Torino-Genova aveva raggiunto Alessandria il 1° gennaio 1850 e Novi Ligure poco più tardi, con l’aggiunta di altri cinquantasei chilometri di linea e nel febbraio 1852 il tracciato arrivò ad Arquata Scrivia per una lunghezza totale di 124 chilometri.

Con l’entrata in servizio delle nuove potenti locomotive che erano in grado di completare l’intero tragitto in sole tre ore e quaranta minuti, il servizio si rivelò un successo sia per i passeggeri sia per la società di trasporto.

La tratta successiva fino a Busalla, inaugurata nel febbraio 1853, fu molto complicata, e per realizzare i diciotto chilometri di linea che separavano la località appenninica da Arquata si dovettero realizzare otto ponti e quattro gallerie.

Per raggiungere Genova da Busalla e superare la cresta appenninica si decise di abbassare ancor di più la quota di attraversamento, portandola a 360 metri grazie a una galleria che, con i suoi 3254 metri di lunghezza, era all’epoca la più lunga d’Europa, progettata con sezione a doppio binario dall’ingegnere inglese Isambard Brunel.

Il 18 dicembre 1853 furono aperti gli ultimi ventitré chilometri di ferrovia, che raggiunse finalmente la stazione di Genova Piazza Principe, dove all’epoca terminavano i binari.

Un ramo secondario della ferrovia arrivava al porto antico di Genova, dove fu realizzato un terminal merci presso piazza Caricamento davanti alla palizzata di Sottoripa e lì il 16 febbraio 1854 ci fu l’inaugurazione ufficiale della ferrovia Torino – Genova alla presenza del primo ministro del regno, Cavour, e del re Vittorio Emanuele II giunto a Genova con il treno reale.

Il 25 luglio 1872, con l’apertura della galleria Traversata, la ferrovia Torino – Genova si attestò presso la stazione di Genova Brignole, la stazione terminale della linea per Sestri Levante, dov’era in costruzione il tratto verso La Spezia, completato nel 1874, per permettere il collegamento diretto con Roma via Pisa.

Paola Montonati

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