Le cicogne, in viaggio verso l’estate

Le cicogne, in viaggio verso l’estate

Grande, elegante, maestosa, la cicogna, con il suo nido sui comignoli delle case è considerata da sempre di buon auspicio, ma è anche uno degli uccelli che ben rappresentano il legame tra l’uomo e la natura.

Il mito delle cicogne che portano i neonati alla mamma è nato nei paesi nordici, infatti, fin dall’antichità al grande animale bianco viene affidata la consegna in morbidi fagotti dei nascituri, portati ai genitori con grande cautela e trasportati attraverso i comignoli.

In passato era molto comune vedere le cicogne, che amano stabilirsi in zone abitate dagli esseri umani e preferiscono le sistemazioni su costruzioni alte come campanili e, appunto, comignoli. Migrando dai paesi africani, raggiungevano l’Europa settentrionale nel periodo primaverile, nel momento in cui le donne partorivano numerose nelle proprie case e per accudire il neonato, tenevano vivo il focolare.

La cicogna rappresentava l’inizio di una nuova vita e la purezza presso le popolazioni europee antiche e, nell’antico Egitto, il dio Ra era identificato con la stessa cicogna prima di esserlo con il Sole e questo attribuì molta importanza all’animale, perché ritenuto il simbolo del dio di tutti gli dei.

Questo significato positivo non fu perso nemmeno nella cultura cristiana, che ereditò l’immagine della cicogna data dai greci in onore della sua bellezza ma anche per il servizio reso all’uomo, cibandosi anche di serpenti e roditori.

Infatti, nell’antica Tessaglia, per legge, chi uccideva una cicogna veniva immediatamente condannato come assassino.

Anche i romani riconoscevano la maestosità dell’animale, consacrato alla dea Venere e, quando le cicogne si stabilivano sopra i tetti, il proprietario della casa interpretava la loro presenza come una benedizione.

Degna di nota è la Lex Ciconaria romana, che stabiliva che i figli avessero il dovere di curare i loro genitori malati o anziani, proprio come fanno le giovani cicogne, attenti ai membri più vecchi del gruppo.

La cicogna è esempio di fedeltà, infatti, ha una lunga vita e torna anno dopo anno nello stesso nido e sempre con lo stesso partner.

Questo esempio della virtù amorosa si è conservato nella cultura popolare e specificamente nelle carte dei tarocchi, poiché la carta numero diciassette raffigura una cicogna e ha una valenza positiva, come esempio di miglioramento esistenziale e di riconciliazioni amorose.

Quest’animale è diventato anche il simbolo dell’Alsazia, grazie alla favola della Fontana dei bambini, presso cui uno gnomo pescava l’anima dei futuri nascituri e li affidava alla cicogna che, secondo una leggenda tedesca, li trasportava sul dorso se buoni e nel becco se cattivi.

Oggi la cicogna è tornata a nidificare in Lombardia e in altre regioni italiane, dopo che dal XVI secolo iniziò a frequentare il Bel Paese durante la migrazione verso gli stati dell’Europa centrale. Ciò è potuto accadere grazie agli sforzi fatti da un centro specializzato con sede a Racconigi che, a partire dal 1985, iniziò a far riprodurre questa specie in cattività per poi rilasciarle i nuovi nati piano piano in libertà per permettere la ricolonizzazione degli antichi territori.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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