Una mostra sugli anni Ottanta a Milano

Una mostra sugli anni Ottanta a Milano

La nuova stagione delle Gallerie d’Italia apre con una mostra sugli Anni Ottanta, per un viaggio nella pittura italiana attraverso un percorso per emblemi e casi, ideato da Luca Massimo Barbero, Curatore Associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea di Intesa Sanpaolo.

Le Gallerie d’Italia-Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano dal 2 giugno al 3 ottobre la mostra Painting is back. Anni Ottanta, la pittura in Italia, un’indagine sui protagonisti di quel decennio, che hanno provocatoriamente inteso la pittura come capacità di dipingere il mondo con una vitalità nuova.

Questo non solo nei nomi più ricorrenti, legati alla Transavanguardia lanciata da Achille Bonito Oliva dalle pagine di Flash Art, ma anche per artisti che erano in continuità con la generazione precedente, come Mario Schifano, presente con grandi tele dai colori quasi tanto disperati e al tempo stesso pirotecnici, o Salvo con i suoi paesaggi fatti di rovine mai così vitali e palpitanti, e Franco Angeli, ricordato con un Notturno romano, in omaggio alla sua città o alla vitalità degli echi dal sapore antropologico e multietnico di Aldo Mondino.

La mostra prende avvio con le opere sorprendenti di Gino De Dominicis, Luigi Ontani e Mimmo Paladino ad attestare una libertà creativa che parte nella tradizione visiva italiana e, senza problemi, se ne fa interprete attraverso il disegno, il supporto fotografico sino alla riproposizione di una monumentale video-installazione del 1984, Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg), di Studio Azzurro.

Gli Anni Ottanta sono visti nella ricostruzione di un dialogo aperto tra i protagonisti dell’epoca, dove si ritrovano autori come Mario Merz, con la riscoperta dei grandi miti dell’umanità o Carol Rama, con una pittura visionaria e legata alla soggettività.

Ci sono anche le opere fondamentali di Sandro Chia con il Pittore del 1978 e, nello sviluppo della mostra, dipinti di Mimmo Germanà con Ernesto Tatafiore.

Francesco Clemente presenta opere come il Senza titolo del 1980, di collezione Intesa Sanpaolo; mentre Nicola De Maria affronta la pittura murale e i grandi temi poetici affiancati alle irriverenti e giocose composizioni di Aldo Spoldi o al percorso articolato di Enzo Cucchi, che apre la mostra con Le stimmate (1980).

Erano personalità differenti, in dialogo anche nelle grandi mostre internazionali, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel o in mostre che hanno segnato la storia dell’arte a partire dagli anni Settanta, come Europa79 a Stoccarda (1979), A New Spirit in Painting alla Royal Academy di Londra (1981) e Zeitgeist a Berlino (1982).

Ma gli Anni Ottanta videro la nascita di un nuovo sistema dell’arte che univa le grandi gallerie di New York, Colonia, Zurigo alle gallerie delle città italiane come Modena, Napoli, Milano o Torino in un tessuto italiano particolarmente vitale, anche in provincia.

La mostra dà conto anche del rientro in Italia di protagonisti come Mimmo Rotella o Valerio Adami o di quella figura d’intellettuale, traduttore e critico che fu Emilio Tadini.

A Enrico Baj la mostra dedica una sala costruita su quattro rari dipinti di collezione Intesa Sanpaolo, realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che accompagnano il visitatore nella maturazione del linguaggio pittorico e del meccanismo creativo dell’artista, per condurlo poi a Il mondo delle idee, una tela di 19 metri di lunghezza, dipinta a spray, quasi un graffito, eseguito nel 1983 e oggi di sorprendente attualità.

Contemporaneamente alla mostra verrà pubblicato un numero speciale della rivista Flash Art, che riunirà articoli, interviste, documenti legati agli artisti in mostra, per raccontare la ricchezza critica di quegli anni Ottanta di cui la rivista fu uno degli strumenti fondamentali della cultura artistica italiana internazionale.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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