mozzarella

Dai caseifici ai negozi fino ai ristoranti l’agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita con un business criminale complessivo che ha superato i 24,5 miliardi di euro.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’indagine della Dda di Napoli sul controllo da parte del clan dei Casalesi del business della distribuzione di prodotti caseari, come la mozzarella di bufala, che ha portato al pentimento di Walter Schiavone, figlio secondogenito del capo del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone.

Secondo la DDA i boss – riferisce la Coldiretti – obbligavano vari titolari di caseifici della penisola sorrentina a cedere in via esclusiva i loro prodotti alle aziende riconducibili al clan dei Casalesi, che li avrebbero poi rivenduti sottocosto in regime di monopolio in Campania e in altre parti d’Italia.

Approfittando della crisi economica generata dal Covid la mafia si infiltra ancora di più in un settore strategico come quello agroalimentare condizionando il lavoro e la vita quotidiana delle persone.

Non solo si appropria di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato ma compromette in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.

Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto con la collaborazione dei pentiti confermano – conclude la Coldiretti – la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’osservatorio Agromafie.