Efeso, città tra romani e cristianità

Efeso, città tra romani e cristianità

Efeso è una delle località archeologiche più note della Turchia, dove la storia delle civiltà che si sono affacciate lungo le sponde del Mediterraneo ha lasciato numerose tracce nel corso dei secoli.

La grande città di Efeso era una delle più grandi in Anatolia, situata in Lidia alla foce del fiume Caistro, e fu la città natale dello scrittore Androne di Efeso, autore di un’opera sui Sette Sapienti.

Fu un importante e ricco centro commerciale e dal 29 a. C. la capitale della provincia romana di Asia.

Tra le sue rovine, che ne fanno uno dei più noti siti del Mare Mediterraneo, imperdibili quelle del Teatro, del tempio di Adriano, della Biblioteca di Celso e dei numerosi stabilimenti di bagni pubblici.

Ridotte a una colonna sono le testimonianze di quello che fu il più celebre monumento di Efeso, e secondo Pausania, il più grande edificio del mondo antico: il Tempio di Artemide, una delle Sette meraviglie del mondo, raso al suolo nel 401 per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli.

Efeso, oltre ad essere un sito archeologico molto speciale, è una meta molto importante di pellegrinaggio per i cristiani, infatti, a Efeso c’è la casa di Maria, un edificio rettangolare di pietra, a un piano solo, col tetto piatto e il focolare al centro, tra boschi al margine della città perché la Vergine desiderava vivere appartata.

Nel 1967 Paolo VI e nel 1979 Giovanni Paolo II si recarono a Efeso e pregarono nella casa di Maria, e durante il suo pontificato anche papa Benedetto XVI in occasione del suo viaggio in Turchia del 2006 pregò a lungo nella casa della Vergine.

Nei pressi di Efeso si trova anche una caverna detta dei sette dormienti, dove nella seconda metà del III secolo, secondo la tradizione, sette cristiani che si erano rifiutati di fare sacrifici al tempio dedicato all’imperatore, fuggirono dalla città e si rifugiarono in una grotta, dove si addormentarono. Al loro risveglio non sapevano di avere dormito non per una notte, ma per 209 anni, come risultò quando tornarono in città e videro che ormai il Cristianesimo non era più perseguitato.

L’imperatore Teodosio informato del fatto lo accettò come prova del fondamento della dottrina cristiana, in seguito i giovani vennero poi sepolti alla loro morte in questa caverna e si costruì una chiesa sui loro sepolcri.

Negli scavi eseguiti a Efeso si sono trovati i ruderi della chiesa e centinaia di tombe, con scritte collegate alla vicenda dei sette dormienti considerati santi e per diversi secoli i credenti continuarono a essere sepolti in questo luogo, si racconta che anche Maria Maddalena via sia stata sepolta .

La leggenda cristiana dei giovani dormienti è ricordata anche nel Corano in una sura, chiamata la sura della caverna, ed è motivo per i mistici musulmani di numerose interpretazioni.

Paola Montonati

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