I vincitori dei Grammy Awards 2021

I vincitori dei Grammy Awards 2021

Un’edizione tutta al femminile…

Billie Eilish con il singolo Everything I Wanted per i  Grammy Award 2021 è il  disco dell’anno (Record of the Year).

Il secondo premio più importante, l’Album dell’anno, è stato vinto da Taylor Swift con Folklore, prima donna ai Grammy a vincere per tre volte e l’oscar della musica per il miglior album pop è andato alla cantante Dua Lipa con Future nostalgia.

I Can’t Breathe di H.E.R. è stato scelto come brano dell’anno, ma a fare la è Beyoncé che supera, con 28 Grammy, il primato della violinista statunitense Alison Krauss con 27 premi.

All’edizione 2021 degli Oscar della musica, Queen Bey ha vinto il premio per il miglior video musicale con Brown Skin Girl, quello per la migliore performance rap e migliore canzone rap con Savage insieme a Megan Thee Stallion e quello per la ‘migliore performance R&B’ con Black Parade.
I premi più importanti hanno visto protagoniste quote rose, cui si aggiunge Megan Thee Stallion premiata come miglior artista emergente (Best New Artist) ed è la quinta rapper a vincere il premio, che ha accettato di persona sul palco, piangendo prima ancora di iniziare a parlare. La rapper ha portato a casa tre premi facendo a sua volta storia e diventando la prima rapper donna a vincere per la miglior canzone rap.

Un ottimo risultato anche per Harry Styles che ha vinto il Grammy come ‘Best Pop Solo Performance’ con Watermelon Sugar e per l’artista inglese, ex One Direction, si tratta della prima partecipazione nonché prima vittoria.

A Lady Gaga e Ariana Grande è andato il premio per il miglior duo pop mentre James Taylor ha vinto il Grammy per il miglior album di pop tradizionale, con American Standard

.I Grammy Awards, istituiti dalla Recording Academy nel 1959 per onorare annualmente i grandi successi dell’industria discografica, sono uno dei più importanti appuntamenti della televisione americana, non solo per le prestigiose esibizioni che ne caratterizzano la scaletta ma anche per i commenti che sorgono numerosi durante o a margine della serata.

La statuetta consegnata in dono ai vincitori raffigura un grammofono dorato e in un primo momento i responsabili della Recording Academy avrebbero voluto battezzare il riconoscimento Eddie in onore di Thomas Edison, l’inventore del fonografo, ma la somiglianza con gli Emmy, i premi riservati al mondo della televisione, convinse i vertici dell’Academy a ripiegare sul grammofono, simbolo della fruizione musicale di massa per mezzo di supporti fisici.

Negli anni il design del premio è stato modificato e l’ultima revisione dell’aspetto della statuetta fu effettuata nel 1990.

Benché i titoli più ambiti siano sostanzialmente Album of the Year, che premia interpreti, autori e team produttivo di un disco, Record of the Year, che premia interpreti, autori e team produttivo di un singolo, Song of the Year, che premia l’autore di una canzone e Best New Artist, premio riservato al miglior debuttante, le categorie nelle quali si articolano i Grammy Awards spaziano non solo tra generi, come la musica messicana, classica, jazz, spoken word e altro, ma anche tra i ruoli, per onorare anche le figure, non solo i tecnici del suono, ma anche i grafici e i produttori, che spesso rimangono dietro le quinte.

Nel 2012 i premi vennero ridotti da 109 a 78, con la dismissione di alcune categorie e l’accorpamento di altre, il numero di categorie salì a 81 nel 2013 con l’introduzione dei premi Best Classical Compendium, Best Latin Jazz Album and Best Urban Contemporary Album, e a 83 nel 2015 con ulteriori modifiche, e con l’introduzione, nel 2017, dei premi Best Choral Performance and Best Jazz Vocal Album.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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