Le clausole sulla colpa grave e il rischio insolvenza della società “Le Constel” allarmano le famiglie…
Mentre il bilancio delle vittime della strage al Le Constellation si è stabilizzato a 40 morti e 116 feriti, l’attenzione si sposta dalle corsie d’ospedale alle aule di tribunale.
Per le famiglie dei giovani coinvolti, molti dei quali italiani, si profila un secondo incubo: la concreta possibilità di non ottenere un risarcimento economico adeguato in tempi brevi.
Al centro della disputa legale c’è la polizza assicurativa stipulata dai proprietari del locale, i coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric.
Sebbene il locale fosse assicurato, la legge svizzera sul contratto d’assicurazione (LCA) prevede l’esclusione o la riduzione della copertura in caso di colpa grave.
L’inchiesta ha confermato che l’incendio è stato innescato da candele pirotecniche inserite nelle bottiglie di champagne, una pratica vietata in quel tipo di ambiente.
Se i giudici stabiliranno che i gestori hanno autorizzato consapevolmente questa violazione, l’assicurazione potrebbe esercitare il diritto di rivalsa o negare il pagamento diretto.
Questo scenario aprirebbe le porte al fallimento della società di gestione, la Le Constel, che secondo le visure camerali recenti dispone di un capitale sociale insufficiente a coprire danni stimati in decine di milioni di franchi.
L’avvocato delle famiglie ha già segnalato il rischio che la società sia una “scatola vuota”, lasciando le vittime prive di tutela finanziaria se non interverrà un fondo statale.
Nel frattempo, le autorità del Canton Vallese hanno già provveduto alla revoca della licenza per il secondo locale gestito dalla coppia, il “Petite Maison”, nel timore di ulteriori irregolarità.
La Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, sta collaborando con i colleghi svizzeri per tracciare i flussi finanziari dei proprietari e congelare eventuali beni all’estero.
L’ammissione del sindaco Nicolas Féraud riguardo l’assenza di controlli di sicurezza tra il 2020 e il 2025 aggrava il quadro, suggerendo una responsabilità solidale del Comune.
Tuttavia, le cause contro le amministrazioni pubbliche in Svizzera sono notoriamente lunghe e complesse, rischiando di lasciare le famiglie senza risposte economiche per anni.
Il caso ricorda tragicamente quello della discoteca Kiss in Brasile, citato spesso in questi giorni dai media, dove la battaglia per i risarcimenti è durata oltre un decennio.
Le associazioni dei consumatori chiedono ora una riforma urgente che obblighi i locali notturni a stipulare polizze “senza eccezioni” per la tutela dei terzi.
Fonti:
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Il Fatto Quotidiano – Il sindaco ammette: “Nessun controllo dal 2020”
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Corriere del Ticino – Revocata licenza al secondo locale dei gestori
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Swissinfo – Analisi sulle ripercussioni legali e il lutto nazionale
