Raymond Carver, padre del minimalismo

Raymond Carver, padre del minimalismo

Uno scrittore inquieto, che visse mille vite e mestieri nell’America del secondo dopoguerra, prima di approdare alla narrativa…

Scrittore, poeta e saggista, Raymond Clevie Carver Jr. nacque il 25 maggio 1938 a Clatskanie, nell’Oregon, in una famiglia di umili origini, dove il padre era affilatore in una segheria, mentre la madre lavorava come cameriera.

Cresciuto a Yakima, dove i Carver si erano trasferiti nel 1941, Ray s’impegnò fin da ragazzo in molti lavoretti, e nel frattempo sviluppò una forte passione per la scrittura e per la lettura.

Nell’estate del 1955 concluse gli studi all’Yakima High School e si trasferì in California, a Chester, per raggiungere il padre.

I due iniziarono a lavorare insieme in segheria, ma ben presto Raymond si rese conto di non essere adatto a quella mansione, e tornò a Yakima, dove ricoprì in una farmacia la mansione di fattorino.

Nel giugno 1957 Carver sposò la fidanzata Maryann, e pochi mesi più tardi divenne padre di Christine Rae.

Persuaso dalla moglie a proseguire gli studi, Ray s’iscrisse ai due anni propedeutici all’Università di Walla Walla e in seguito a una scuola di scrittura per corrispondenza, il Palmer Institute of Writing.

Nel 1958, dopo la nascita del secondogenito Vance Lindsay, iniziò a frequentare i corsi di scrittura creativa e letteratura del Chico State College, dove insegnava John Gardner.

In quello stesso periodo pubblicò il suo primo racconto, Where is intellect, apparso su Wildcat, la rivista del college.

Trasferitosi con la famiglia a Chico per proseguire gli studi, nel 1960 divenne il curatore della rivista letteraria dell’università, Selection, su cui pubblicò il racconto Stagioni furiose.

Raymond nel 1961 lasciò Chico, nonostante le ottime critiche in ambito letterario, per le difficoltà economiche affrontate, poi tornò a lavorare in una segheria, a Eureka, e si spostò ad Arcata, dove continuò a studiare e nel frattempo trovò un impegno in una ditta di lavorazione del legname.

Nel 1963, dopo la rappresentazione a teatro di Carnation, la sua prima commedia, e la pubblicazione della poesia L’anello di ottone sulla rivista Target, si laureò all’Humboldt State University e pubblicò su Toyon, la rivista letteraria dell’istituto, il racconto Il padre.

Costretto nuovamente a trasferirsi, questa volta a Berkeley, Ray si aggiudicò una borsa di studio per un master allo Iowa Writers Workshop, un seminario di scrittura creativa.

Ma Carver abbandonò ben presto anche Iowa City per andare a vivere a Sacramento, dove lavorò come custode in un ospedale, impegno che gli permetteva di continuare a scrivere.

Quindi lavorò presso la Science Research Associates, casa editrice di Palo Alto, per la quale si occupò della redazione di libri scientifici.

Alla fine degli anni Sessanta, pubblicò Near Klamath, la sua prima raccolta di poesie, e seguì Maryann in Israele, a Tel Aviv, ben presto, però, tornò negli Stati Uniti, in un primo momento senza la sua famiglia.

Vincitore nel 1969 del Discovery Award per la poesia, si trasferì con moglie e figli, tornati nel frattempo negli Usa, in California, intanto il suo racconto Ventiquattro ettari venne incluso nell’antologia The best little magazine fiction, mentre la casa editrice Kajal Press pubblicò Winter insonnia, la sua seconda raccolta di poesie.

Nel 1971 Carver ebbe l’incarico di insegnare all’Università di California di Santa Cruz per un corso di scrittura creativa. poco dopo il suo racconto Fat apparve su Harper’s Bazar.

Nominato visiting lecturer per la narrativa dall’Università di Berkeley, nel 1973 diede alle stampe su Voices in American Poetry alcune sue poesie, mentre l’anno successivo divenne il redattore di Spectrum, rivista dell’Università di California a Santa Barbara, dove insegnava.

A dispetto del successo registrato in campo letterario, le condizioni economiche di Carver non erano buone, complicate anche dal suo alcolismo, che lo portò a dimettersi dall’università.

Ma Ray non rinunciò  alla scrittura, nel 1976 per McGraw-Hill pubblicò Will you please be quiet, please?, mentre l’anno successivo diede alle stampe Furious seasons and other stories.

Al 1981 risale What we talk about when we talk about love, mentre sono del 1983 Cathedral e Fires: Essays, poems, stories.

Nel 1988 Carver, mentre il suo racconto Errand vinse il Prize Stories, apprese di avere un male incurabile.

Quello stesso anno entrò a far parte dell’American Academy and Institute of Arts and Letters, mentre gli ultimi giorni della sua vita furono dedicati a A new path to the waterfall, il suo ultimo libro di poesie.

Ricoverato al Virginia Mason Hospital, Carver morì il 2 agosto 1988 nella sua casa di Port Angeles, venne sepolto all’Ocean View Cemetery, nello stesso giorno in cui la Collins Harvill a Londra pubblicò la sua ultima antologia, Elephant and other stories, con il racconto L’incarico, sugli ultimi giorni di vita dello scrittore russo Cechov.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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