Verso Tokyo 2021: Banana Yoshimoto

Verso Tokyo 2021: Banana Yoshimoto

La scrittrice che ha raccontato il Giappone di oggi, con uno stile ispirato al mondo dei manga…

Banana Yoshimoto, il cui vero nome è Mahoko, nacque il 24 luglio 1964 a Tokyo, in Giappone, figlia di Takaaki, conosciuto come Ryumei Yoshimoto, critico e filosofo nipponico celebre negli anni Sessanta, e sorella di Haruno Yoiko.  disegnatrice di anime.

Dopo essersi laureata alla Nihon University studiando arte e specializzandosi in letteratura, iniziò a utilizzare lo pseudonimo di Banana, ritenuto da lei molto più gradevole del suo vero nome.

Iniziò la carriera di scrittrice nel 1987, quando lavorava in un golf club come cameriera, il suo primo libro, Kitchen, solo in Giappone, ebbe più di sessanta ristampe.

Il romanzo, che risente delle influenze di Stephen King, ma anche di Isaac Bashevis Singer e Truman Capote, vinse il sesto Kaien Newcomer Writers Prize e altri premi come l’Izumi Kyoka Literary Prize e l’Umitsubame First Novel Prize.

Dopo avere scritto Kanashii yokan (Presagio triste) e Shirakawa yofune (Sonno profondo), nel 1989 Banana diede alle stampe Tsugumi, vincitore del secondo premio letterario Yamamoto Shugoro, da una parte giudicato troppo commerciale e dall’altra apprezzato per la sua capacità di descrivere i giovani del moderno Giappone.

Negli anni successivi, la scrittrice ha disseminato nei suoi libri riflessioni sull’amore, sull’amicizia, sulla morte e sulla vita e nel 1990 pubblicò N.P., che precedette Tokage (Lucertola) e Amrita, che vinse il premio Murasakishikibu, poi nel 1994 fu la volta di Marika no nagai yoru/Bari yume nikki e di Hachiko no saigo no koibito (L’ultima amante di Hachiko).

Banana nella seconda metà degli anni Novanta scrisse solo Sly sekai no tabi 2 (Sly), Honeymoon e Hardboiled/Hardluck, prima di dimostrarsi molto ispirata nel nuovo millennio, con libri che vanno da Il corpo sa tutto a La piccola Ombra, passando per Hina kiku no jinsei.

Dopo avere pubblicato, nel 2002, Okoku sono 1 – Andromeda Hights e Argentine Hag, scrisse Niji (Arcobaleno), una ragazza nata in provincia che desidera abbandonare la trattoria di famiglia in cui lavora per trasferirsi a Tokyo, ricco d’introspezioni psicologiche e riflessioni intricate.

Nel 2003 l’autrice divenne la mamma di Manachinko, avuto dal marito Hiroyoshi Tahata, musicista e uscirono Moonlight Shadow, L’abito di piume e Ricordi di un vicolo cieco.

Yoshimoto nel 2006 si cimentò anche nella saggistica, con Un viaggio chiamato vita, prima di tornare alla narrativa con Iruka (Delfini), Hitokage e Chie-chan ed io, su Kaori Morisawa e sua cugina Chie Seto, soprannominata Chie-chan, se la prima, quarantenne affascinante e indipendente, importa dall’Italia accessori e piccoli oggetti di artigianato, la seconda, orfana di entrambi i genitori, è timida e introversa.

Nel 2007 la  Yoshimoto cura il soggetto del film di Naoki Nagao Argentine Hag, tratto dal suo omonimo libro e diede alle stampe Maboroshi Hawaii.

L’anno successivo escono South Point e A proposito di lei su due cugini, Shoichi e Yumiko, le cui madri sono gemelle: persi i contatti dopo l’infanzia, si ritrovano dopo anni tra dolori e misteri.

Nel 2010 pubblicò i romanzi Donguri shimai e Another world – Okoku sono 4, che precedettero l’uscita, nel 2011, di Sweet hereafter e Ju ju, al momento i suoi ultimi lavori.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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