La Scacchiera Difensiva Moretti Crans

Mentre l’indagine della Procura vallesana avanza ipotizzando reati gravissimi, il collegio difensivo di Jacques Moretti e Jessica Maric sta verosimilmente costruendo una strategia complessa per arginare quella che appare come una condanna certa.

L’obiettivo tecnico non sarà l’assoluzione – difficilmente sostenibile di fronte a 40 vittime – ma la riqualificazione del reato per abbattere drasticamente gli anni di detenzione. Ecco le tre strade giuridiche, fondate su specifici articoli del Codice Penale Svizzero, che la difesa potrebbe percorrere.

1. La Battaglia su “Dolo Eventuale” vs “Negligenza” (Art. 12 CP)

Il fulcro del processo sarà la definizione dell’elemento soggettivo. L’accusa punterà al Dolo Eventuale (Art. 12 cpv. 2 CP): sosterrà che i gestori, usando fuochi in un locale infiammabile, hanno accettato il rischio che qualcuno potesse morire.

La difesa, invece, lotterà strenuamente per la Negligenza Cosciente (Art. 12 cpv. 3 CP). Gli avvocati sosterranno che i Moretti, pur sapendo che i fuochi erano rischiosi, confidavano (erroneamente, ma sinceramente) che nulla sarebbe accaduto grazie alla loro esperienza o a misure di sicurezza che ritenevano sufficienti.

La differenza è abissale: il dolo eventuale trasforma il caso in omicidio intenzionale (pena minima 5 anni, Art. 111 CP), mentre la negligenza configura l’omicidio colposo (pena massima 3 anni, Art. 117 CP), a cui si applica l’aumento della pena per concorso di reati (Art. 49 CP) ma partendo da una base molto più bassa.

2. Il “Principio di Affidamento” e la Responsabilità dell’Ente (Art. 320 CP – Omissione)

La difesa sfrutterà l’ammissione del sindaco Nicolas Féraud sui mancati controlli per invocare il “Principio di Affidamento”.

La tesi sarà: il cittadino si fida delle istituzioni. Se per 5 anni il Comune e i Pompieri non hanno chiuso il locale né elevato sanzioni durante le (seppur rare) verifiche amministrative, i gestori hanno maturato la legittima convinzione di essere a norma.

Giuridicamente, questo mira a spezzare il Nesso di Causalità esclusivo: la colpa non è solo dell’imprenditore, ma della catena di comando pubblica che ha omesso i dovuti atti d’ufficio. Se il giudice riconosce che l’ignavia del Comune ha contribuito in modo determinante all’evento, la colpevolezza dei Moretti viene diluita (“concorsualità nella colpa”).

3. La Carta della Riparazione (Art. 53 CP)

Il Codice Penale Svizzero prevede una norma molto potente, l’Articolo 53, che permette all’autorità competente di rinunciare al procedimento penale o alla punizione se l’autore “ha riparato il danno o compiuto ogni sforzo che si poteva ragionevolmente pretendere da lui per compensare il torto causato”.

Sebbene sia improbabile che venga applicato per un reato di questa gravità (l’interesse pubblico all’espiazione è troppo alto), la difesa spingerà i Moretti a liquidare immediatamente ogni bene per risarcire le famiglie prima della sentenza. Questo comportamento verrebbe usato come circostanza attenuante fondamentale (Art. 48 lett. d CP – “Sincero pentimento”), permettendo ai giudici di scendere al di sotto del minimo edittale della pena.

Fonti Legislative Ufficiali (Fedlex – Piattaforma della Confederazione Svizzera):

Art. 12 CP (Intenzione e Negligenza):

Art. 117 CP (Omicidio colposo):

Art. 53 CP (Riparazione):

Art. 48 CP (Circostanze attenuanti):