Vespa, uno scooter per sognare

Vespa, uno scooter per sognare

Indimenticabile l’immagine di Audrey Hepburn e Gregory Peck che su una Vespa percorrono le più belle e iconiche strade di Roma.

Lo scooter che fu il simbolo dell’Italia del boom nel cinema e nella vita reale…

Tutto cominciò nel 1884, quando il ventenne Rinaldo Piaggio fondò a Sestri Ponente l’omonima società rilevando l’attività del padre, imprenditore titolare di una segheria che aveva trasformato un deposito di legname in una bottega di artisti.

La Piaggio si occupava di arredamenti navali, in un’attività poi estesa alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri poi divenne, negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, uno dei maggiori produttori italiani di aerei.

Dopo la guerra a occuparsi del rilancio furono i figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando e fu proprio il primo a scegliere una radicale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese, con un veicolo nato dal progetto di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico e geniale inventore.

Nacque così la Vespa e fu nello stabilimento di Biella che fu realizzato il motorscooter sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti.

Il prototipo, siglato MP5, fu battezzato Paperino per la sua particolare forma, poi D’Ascanio decise di eliminare la catena immaginando un mezzo con scocca portante, a presa diretta, per rendere la guida più agevole, posizionò il cambio sul manubrio e, per facilitare la sostituzione delle ruote, ideò un braccio di supporto simile a quello dei carrelli degli aerei, oltre a una carrozzeria capace di proteggere il guidatore.

Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. depositò presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del ministero dell’Industria e del commercio di Firenze, il brevetto per la motocicletta e dalla produzione in serie uscirono i primi duemila esemplari della prima Vespa 98cc.

Il debutto avvenne al prestigioso Circolo del Golf di Roma, alla presenza del generale americano Stone in rappresentanza del governo militare alleato e nel 1948 fu introdotto il modello Vespa 125 cc.

Nel 1950 la Vespa iniziò la produzione in Germania con un accordo di licenza con Hoffman-Werke, per poi espandersi verso Regno Unito e Francia.

Il Vespino, ovvero la  Vespa nella cilindrata 50cc, nacque nel 1964 e nel 1968 la campagna Chi Vespa mangia le mele rivoluzionò il mondo della pubblicità e la Vespa Primavera divenne uno dei modelli più longevi e il mezzo delle nuove generazioni in tutta Europa.

Nel 1978 fu la volta della Vespa Px, nelle tre cilindrate 125, 150 e 200cc. Sarà il modello più venduto nella storia di Vespa con oltre 3 milioni di pezzi.

Gli anni novanta furono quelli della nuova generazione di Vespa con il modello et4 125cc, dove per la prima volta lo storico scooter adottò una motorizzazione 4t e il cambio automatico.

A partire dal 2004, quando vengono realizzati 58.000 veicoli, la crescita del marchio Vespa è costante e nell’ultimo decennio sono state prodotte più di un milione e ottocentomila nuove Vespa. Gli ultimi sviluppi hanno visto l’arrivo della versione elettrica nel 2018,  una Gts 300 nella serie speciale 75th, assemblata nello stabilimento di Pontedera dove la Vespa è prodotta ininterrottamente dal 1946.

In settantacinque anni di storia, con 19 milioni di esemplari, Vespa è il primo marchio globale della mobilità, guidando fenomeni di costume, musicali, giovanili come quello britannico dei Mod e, negli anni della Dolce Vita,  apparve in tantissimi film, come  con Audrey Hepburn e Gregory Peck in Vacanze Romane (1953).

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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