I Castelli dell’Oltrepò Pavese

Un itinerario per i prossimi giorni di vacanza alla scoperta dell’Oltrepò Pavese, legato non solo al mondo del vino, ma anche ai suoi castelli e borghi che raccontano una storia plurimillenaria, con dominazioni diverse che hanno lasciato il segno.

L’Oltrepo Pavese, è l’unico avamposto di Appennino che si trova sul territorio lombardo, da sempre conosciuto per i suoi vini, e suoi salumi, regala paesaggi incantevoli, con il suo susseguirsi di dolci colline contraddistinte da ininterrotte distese di filari di vite.

Strade panoramiche che portano a castelli, piccoli borghi e mercati, alla scoperta di prodotti tipici, cantine, ristoranti e agriturismi che hanno un’attenzione particolare per il territorio e propongono menù a km 0.

Tanti e particolari gli itinerari che si possono compiere (lungo la Val Staffora, Varzì e l’oltrepò montano, la Val Tidone e la Val Versa), passando tra boschi e riserve naturali, fino agli itinerari storici delle Vie del Sale e degli Abati e quelli ciclistici battuti dal campionissimo Fausto Coppi durante i suoi allenamenti.

Un territorio che ha avuto una storia complessa, che si riflette oggi nei numerosi castelli, molti di proprietà privata e borghi che sono arroccati sulle colline in punti strategici.

Il castello di Castana, risalente al Medioevo, fu trasformato verso il 1740 in una residenza di campagna dai marchesi Pallavicino Trivulzio. Dotato di una pianta irregolare, con una grande balconata panoramica, mentre a un livello inferiore si trova una corte interna.

Della roccaforte di Cecima, databile all’alto Medioevo e proprietà dei Vescovi di Pavia, oggi ci rimangono solo i resti delle mura e due piccole torri e di quella di Cigognola, costruito verso gli inizi del Duecento, resta solo la svettante torre quadrata, con dei merli ghibellini, restaurata agli inizi dell’Ottocento.

L’itinerario qui presenta uno dei tratti più belli e intensi di curve, molto apprezzato dai motociclisti: la strada porta a Montalto Pavese, dove si erge un castello di campagna, costruito nel 1595 su resti di una precedente costruzione medievale dalla famiglia Belcredi, caratterizzato da quattro torrioni, con uno splendido parco in stile italiano-inglese ben curato.

Altra tappa la rocca di Montesegale che si affaccia sulla Valle Ardivestra, si presenta come un complesso di costruzioni di diversi periodi. Nel ‘600 venne trasformato in residenza signorile. Viene utilizzato per ospitare eventi culturali e, dal 1985, al suo interno è stata allestita una galleria d’arte permanente.

A Borgo Priolo, si trova il castello di Stefanago, che sorge sulla cima di un colle che consegna un paesaggio che si apre sui vigneti e sulle colline dell’Oltrepo Pavese.

Secondo una tradizione popolare sarebbe sorto in tre notti, per un diabolico incantesimo. Stando alla leggenda, durante la notte si sentirebbero urla, lamenti, e colpi di spada.

Fu ristrutturato nel 1477, ma la torre risale al XII secolo e oggi è sede di un’azienda agricola, apprezzata per ricevimenti e matrimoni.

Molto noto è Zavattarello con il suo borgo medievale e castello, citato già in alcuni documenti di prima dell’anno mille come proprietà del Vescovo di Bobbio.

Dal 1385 il castello fu del Casato Dal Verme fino al 1975, quando i discendenti lo donarono al Comune. Oggi il complesso è sede di un museo di arte contemporanea, dell’arte italiana dalla seconda metà del XX secolo a oggi.

Il Museo “Magazzino dei Ricordi” di Bruni Virgilio consente la visione di oltre un secolo di tradizioni, un patrimonio culturale che affonda le radici nella notte dei tempi e che testimonia la lunga, ricca, storia del lavoro e della fatica dell’uomo.

Da Zavattarello partono la Via S.ti Columbani, che ripercorre le orme di San Colombano, il monaco irlandese fondatore del monastero di Bobbio. Il sentiero segue quello che i monaci di Bobbio nel 929 percorsero per portare le spoglie del santo a Pavia.

Dalla frazione di Moline parte invece il sentiero del Tidone, un percorso di circa 50 km circa che si può seguire a piedi, cavallo o bicicletta, per scoprire la bellezza e la varietà paesaggistica della valle, giungendo fino al Po passando per la diga del Molato.

Altra tappa Varzi, dove il nucleo storico medievale è molto ben conservato, con fortificazioni, vicoli stretti, porticati che testimonia del suo ruolo passato quale importante stazione di transito e sosta per le carovane lungo la “via del sale”. Caratteristica è via della Maiolica, ma non mancano interessanti emergenze monumentali d’epoca barocca.

Interessante è la Torre Malaspina (delle Streghe), costruita dal XII secolo e ampliata. L’imponente Torre delle streghe è del XIII sec. chiamata così perché nel 1464 vi furono rinchiusi venticinque donne e alcuni uomini accusati dall’inquisizione di stregoneria e successivamente bruciati nella vicina piazza.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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