Edoardo Mascheroni, un compositore nel Varesotto

Edoardo Mascheroni, un compositore nel Varesotto

Non tutti sanno che nel Varesotto visse gli ultimi anni della sua vita Edoardo Mascheroni, noto direttore d’orchestra e compositore italiano del primo Novecento…

Nato a Milano il 4 settembre 1852, Mascheroni debuttò nel 1880 a Brescia con Macbeth e, negli anni successivi, lavorò soprattutto a Roma dove, fra il 1884 e il 1889, diresse alcune prime rappresentazioni italiane, fra cui Fidelio di Beethoven e Olympie di Spontini.

Sostenuto da Giuseppe Verdi, che lo stimava, ebbe l’incarico, nel 1891, di primo direttore del Teatro alla Scala di Milano dove fece conoscere al pubblico alcuni capolavori wagneriani, come Tannhäuser, Il vascello fantasma e La Valchiria.

Sempre sul podio scaligero diresse la prima rappresentazione assoluta de La Wally (1892) e di Falstaff (1893) portata al successo da Mascheroni anche in Germania e Austria.

Oltre che nei paesi di lingua tedesca Mascheroni fu attivo, fra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento, in Francia, Spagna e America Latina.

Il 13 aprile del 1901 venne rappresentata la prima delle due opere liriche di Mascheroni, Lorenza, tre atti ricavati da un libretto di Luigi Illica e il Teatro Costanzi di Roma ospitò la prèmiere, con Gemma Bellincioni, prima Desdemona e Santuzza tanto per citare alcuni ruoli, Anna Giacomini, Amedeo Bassi, Luigi Poggi, Felice Calcatelli e Arturo Pessina, oltre ad Aristide Parasassi, Giuseppe Gironi, Ettore Salvi e Aurelio Aureli.

L’opera, ambientata all’inizio dell’Ottocento, in Campania, comincia all’osteria di Nunziatella, nella piccola città di Laureana, in provincia di Salerno.

È il giorno della festa della Madonna del Carmelo e sul piazzale, pieno di donne, uomini e bambini, si notano i soldati del Regno di Napoli, che affiggono presso la chiesa un decreto per la cattura del bandito Carmine, che vale mille ducati.

Il verdummaro locale riconosce il bandito nelle vesti di un frate, ma i soldati non riescono ad arrestarlo, poi a Gerace, capo della polizia, decide di attirare il criminale con la bellezza di Lorenza, fingendo che sia la moglie di un alto funzionario.

Infatti, Lorenza viene rapita, ma, conquistata dai racconti di Carmine, s’innamora del bandito e decide di fuggire con lui.

Ma Gerace scopre la grotta in cui Lorenza è nascosta, la uccide e riesce a far arrestare Carmine.

Quest’opera si colloca a poca distanza di tempo da Pagliacci di Leoncavallo e di Cavalleria Rusticana di Mascagni, in un genere che era accolto dai teatri all’epoca.

Lorenza, dopo due decenni di successi e riconoscimenti, cadde nell’oblio, mentre la seconda opera di Mascheroni, La perugina (1909) ambientata nel Medioevo toscano, incentrata su una donna che, dopo la morte del fratello, lascia il convento di cui è badessa per sedurre il responsabile della tragedia, finendo vittima del suo gioco, fu accolta con poco entusiasmo.

Nel 1913 Mascheroni fu fra i promotori delle manifestazioni celebrative del centenario verdiano, cui partecipò come esecutore a Busseto.

Ormai lontano dalle nuove correnti musicali che cominciavano ad affermarsi, il compositore nel 1925 decise di ritirarsi in una villa a Ghirla di Valganna, non lontano da Varese, dove morì il 4 marzo 1941, a quasi ottantanove anni.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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