La strana storia del bikini

La strana storia del bikini

Il bikini, leggendario costume a due pezzi, nonostante sia nato nell’immediato dopoguerra, ha una storia che parte dai tempi degli antichi romani e ai loro mosaici, che raffiguravano delle donne in bikini, cioè ragazze impegnate nel campo dell’atletica, che indossavano qualcosa di molto simile al costume dei nostri tempi.

Fu nel 1932 che il fashion designer francese Jacques Heim creò per primo un costume da bagno succinto, detto l’Atome per le sue dimensioni minute, ma ancora abbastanza grande da coprire l’ombelico.

A metà degli anni Quaranta Louis Reard, ingegnere che lavorava nel settore delle automobili, decise di rilevare l’attività di lingerie inaugurato dalla madre e, sulle spiagge di Saint Tropez, notò l’abitudine delle donne di arrotolare i propri costumi da bagno in modo da garantirsi un’abbronzatura migliore, oltre ad essere colpito dall’invenzione di Jacques Heim, e di quel costume che lasciava coperto l’ombelico.

Nel luglio del 1946 nacque così il bikini, così chiamato in onore delle Isole Bikini che in quei giorni gli Stati Uniti avevano scelto come bersaglio per testare le bombe atomiche.

Dal primo giorno il bikini fu in grado di suscitare scandali e polemiche, alimentati anche dalla scelta dello stesso Reard di usare una spogliarellista per presentarlo al pubblico, con la sfilata di Micheline Bernardini sul bordo di una piscina a Parigi che fece storia.

In seguito il bikini è diventato un oggetto di culto assoluto per le masse grazie soprattutto al mondo dello spettacolo e in Italia nel 1947 Lucia Bosè vinse il concorso di Miss Italia proprio indossando un costume a due pezzi.

Nel 1956 fu Marisa Allasio a vestire un bikini nel film Poveri ma Belli del maestro Dino Risi e Sofia Loren nel 1950 si appropriò senza grosse rivali del titolo di Miss Eleganza.

Il bikini divenne così un incredibile strumento di seduzione, oltre che un simbolo di libertà.

Anche in questo caso furono i grandi film di Hollywood a consacrare definitivamente lo status di culto del costume, con Marilyn Monroe che lo indossò per prima sul grande schermo nel film Niagara del 1953.

Non molto tempo dopo le spiagge di Saint-Tropez videro Brigitte Bardot a farne splendidamente sfoggio, ed anche Margaret d’Inghilterra, figlia della Regina, si fece fotografare con un costume a due pezzi nel corso delle sue vacanze, senza dimenticare la celebre scena con Ursula Andress che emerge dal mare in bikini nel primo film di James Bond Licenza di Uccidere.

Paola Montonati

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