Le Ceneri, festa di morte e rinascita

Le Ceneri, festa di morte e rinascita

Con il Mercoledì delle ceneri o Giorno delle ceneri, che cade nella settimana precedente la prima domenica di quaresima, inizia la lunga attesa della Santa Pasqua.

In questa giornata tutti i cattolici sono tenuti a far penitenza, a osservare il digiuno e, soprattutto, devono esimersi dal mangiare carne.

Anche per questa festa, come avviene per le celebrazioni a carattere religioso, si hanno vari costumi e tradizioni, riservati a questo giorno.

Il nome Mercoledì delle Ceneri, dato a questa ricorrenza dall’originale Caput Quadragesimae, ha origine dall’usanza di cospargere la fronte dei fedeli con le ceneri benedette, ricavate bruciando i rami d’olivo dell’anno precedente, formando una croce.

Questa cerimonia venne introdotta per la prima volta nel VI secolo d.C., all’inizio il Rito delle Ceneri era riservato solo ai penitenti poi, essendo abolita la penitenza pubblica, fu esteso a tutti i fedeli per richiamare alla memoria il comune destino del peccato originale.

Già nel X secolo era diffusa l’usanza di benedire le ceneri. come uno degli atti di culto istituiti dalla Sede Apostolica al fine di ottenere benefici spirituale e chi le riceve lo fa invocando lo spirito della vera penitenza.

In passato, nel corso della liturgia del Mercoledì delle Ceneri, il sacerdote imponeva la ceneri sulla fronte dei fedeli recitando questa formula: “Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”, cioè “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.

Con il Concilio Vaticano II si stabilì di cambiare questa formula, che è ancora utilizzata nella forma extraordinaria del rito romano.

La nuova formula che accompagna l’imposizione delle ceneri è: “Pænitemini, et credite Evangelio”, cioè “Convertitevi e credete al Vangelo, tratta dal Vangelo di Marco.

Le due formule sono in realtà consequenziali, perché chi è consapevole della caducità della propria condizione umana, del suo inevitabile destino a divenire polvere, trova solo nel Vangelo e nella sua promessa la salvezza eterna.

La liturgia del Mercoledì delle Ceneri vede il colore viola per i paramenti sacri, il sacerdote celebrante indossa stola e casula viola, il diacono la stola diaconale viola.

Le chiese Ortodosse Orientali non osservano questo rito e la Quaresima comincia il lunedì successivo, chiamato Lunedì Purificato.

Da sempre la cenere è un simbolo di penitenza e della caducità della vita terrena, che rende indispensabile il convertirsi per ottenere l’unica vera immortalità, in molti passi delle Sacre Scritture la cenere è usata come simbolo di penitenza.

Ma la cenere veniva utilizzata nell’ambito di manifestazioni di dolore e contrizione anche da civiltà precristiane nell’antica Grecia, per esempio, ci si cospargeva il capo di cenere per piangere la morte di una persona cara e in Medio Oriente, nell’antichità, per manifestare cordoglio o pentimento ci si versava cenere in testa, o ci si sedeva o rotolava nella cenere.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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