Maria Maddalena, la penitente

Maria Maddalena, la penitente

Il 22 luglio è il giorno della memoria liturgica di Maria Maddalena, una delle pie donne di Gesù, patrona dei penitenti e venerata anche dalla Chiesa d’Oriente.

La Chiesa latina un tempo accomunava nella liturgia le tre donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente, Maria di Betania, sorella di Lazzaro, Marta, la peccatrice e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che lo seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vederlo risorto.

L’identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria, comune a due di loro, e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna.

I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz’altra indicazione, hanno decido di celebrare la discepola alla quale Gesù apparve dopo la Risurrezione.

È questa la Maddalena che la Chiesa commemora e che, secondo una tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove vissero anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù.

Maria Maddalena fu fra coloro che amarono di più Cristo, dimostrandolo quando giunse il tempo del Calvario, mentre era con Maria e  san Giovanni sotto la Croce, e non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò come fece Pietro, ma rimase presente sempre, fino al Santo Sepolcro.

Il culto di Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata delle mirofore, dove si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.

Tra le mirofore un ruolo importante era quello di Maria Maddalena, l’unica citata in tutti e quattro i vangeli canonici.

Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva ci fosse la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti; poi si spostò a Costantinopoli, poiché all’epoca di Leone il Filosofo vi sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffuse poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.

La diffusione del culto in Occidente avvenne grazie all’Ordine dei Frati Predicatori, secondo la testimonianza di Umberto de Romans, che l’annoverò nel numero dei suoi patroni.

Frati e suore l’onorarono col titolo di Apostola degli Apostoli, come anche nella liturgia bizantina, e paragonarono la missione di Maddalena di annunciare la risurrezione al loro uffizio apostolico.

Il culto di Maddalena si diffuse in Europa e i suoi devoti costruirono varie chiese in suo onore, la più nota è quella gotica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dove è conservato quello che si dice sia il teschio della santa, ma la prima in cui si formò il culto di Maria Maddalena è l’abbazia di Vezelay dove già nel 1050 si racconta che ne fosse conservato il corpo.

Paola Montonati

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