Panini, mille sogni in una figurina

Panini, mille sogni in una figurina

Il sogno di una figurina, oggi come ieri…

La storia delle figurine Panini cominciò agli inizi degli anni Sessanta, quando i fratelli Panini, dopo aver fondato a Modena un’agenzia di distribuzione di giornali, trovarono a Milano un lotto invenduto di vecchie figurine delle edizioni Nannina.

I due decisero di acquistarlo e di imbustare le figurine a due a due, in piccole buste bianche con cornice rossa, e di venderle a 10 lire, ne vendettero per quasi tre milioni di lire.

L’inaspettato successo convinse Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto a progettare di stampare figurine e creare un album per la loro raccolta.

Era il 1961 e la copertina del primo raccoglitore vedeva l’attaccante del Milan, Nils Liedholm, e la prima figurina stampata fu quella di Bruno Bolchi, soprannominato Maciste, capitano dell’Inter.

Subito le figurine divennero uno dei giochi più belli per i bambini degli anni Sessanta e Settanta, dove si miravano e rimiravano, si scambiavano, si mettevano in premio nelle gare più diverse e si donavano.

Nacquero così delle vere e proprie passioni da collezionisti e, nonostante la concorrenza di giochi più tecnologici, il fascino delle figurine continua ad ammaliare i bambini.

Con il passar del tempo la Panini Figurine divenne l’azienda leader al mondo nel settore, con la produzione e la distribuzione di ogni genere di album, storia, geografia, scienza, spettacolo, sport, tv e cartoni animati.

Ma già alla fine degli anni Settanta la Panini, spinta dalla passione per l’arte e l’editoria, diede vita a una Divisione Libri specializzata nella pubblicazione di testi di argomento storico e artistico.

Con il 1989 i fratelli vendettero l’azienda di figurine e Franco Cosimo ne rileva la Divisione Libri, fondando la Franco Cosimo Panini Editore, dove il logo scelto per la casa editrice era ispirato alla marca tipografica di Domenico Rococciolo, il primo stampatore modenese, omaggio allo stretto legame con la città di Modena, dove ha sede la casa editrice.

Per raccontare la storia di questa passione, oggi a Modena c’è il Museo della figurina, nato dalla passione di Giuseppe Panini, a sua volta contagiato dalla mania del collezionismo, che raccoglie centinaia di migliaia di pezzi, donati nel 1992 al Comune della città, ormai considerata la capitale mondiale di questo piccolo oggetto.

La storia della figurina è raccontata per filo e per segno, dai suoi antecedenti più antichi all’invenzione della stampa cromolitografica, per arrivare agli sviluppi moderni, come l’esordio francese nella seconda metà dell’Ottocento, l’avventura italiana dei concorsi a premio negli anni Trenta del Novecento, la storica collezione della Liebig, oggi la più famosa del mondo, fino alle immagini sportive e agli album dal secondo dopoguerra.

Oltre alle figurine, la raccolta comprende materiali affini: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, segnaposto, etichette d’albergo, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo solamente il loro gusto e un pizzico di fantasia.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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